Il Governo valuta un bonus una tantum di 100 euro per comprare benzina e gasolio, riservato a lavoratori dipendenti e partite IVA con redditi contenuti. L’ipotesi prende forma mentre il pieno resta un salasso: sulla rete ordinaria la benzina self service viaggiava lunedì a 2,086 euro al litro e il gasolio a 2,193, dopo aver toccato nel weekend rispettivamente 2,10 e 2,208 euro, secondo i dati ufficiali sui prezzi alla pompa.
Secondo Repubblica, la proposta potrebbe finire sul tavolo giovedì 17 settembre, giorno in cui scade l’ultimo sconto sul diesel e non è detto che venga rinnovato. Il sostegno, ancora in fase di definizione, dovrebbe restare circoscritto a chi ha bisogno dell’auto per lavorare: aziende di trasporto, redditi bassi e chi usa la macchina per raggiungere l’ufficio.
La premier Giorgia Meloni punta su un intervento mirato invece che su un taglio generalizzato delle accise, per evitare di favorire chi consuma di più e guadagna anche di più. Tra il 19 marzo e il 10 settembre l’esecutivo ha già impegnato 2,16 miliardi di euro per contenere l’effetto dei rincari sulla spesa alla pompa, una cifra che con il nuovo bonus è destinata a salire ancora.
Il Codacons contesta l’impostazione. Secondo l’associazione dei consumatori, il caro-carburante colpisce anche chi supera la soglia Isee pensata per i sostegni, e legare l’aiuto al reddito lascerebbe fuori il ceto medio: troppo benestante per i bonus, non abbastanza per assorbire l’aumento senza conseguenze. L’ipotesi allo studio fisserebbe il limite attorno ai 35mila euro di reddito annuo, ma il Governo non ha ancora sciolto la riserva sui criteri definitivi.
Il confronto con i mesi scorsi misura la portata dell’aumento. Il 27 febbraio, prima dell’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, la benzina self su strada ordinaria costava 1,67 euro al litro e il gasolio 1,72: da allora entrambi i carburanti costano oltre 40 centesimi in più al litro.
Il conto pratico si vede al distributore. Fare il pieno, calcola Virgilio Motori per un serbatoio da 50 litri, costava lunedì 105 euro per la benzina e 110,40 per il diesel sulla rete ordinaria, cifre che salgono a 109,60 e 114,25 euro in autostrada. I 100 euro del bonus coprono poco più di una volta il pieno, non l’usura quotidiana del portafoglio di chi guida ogni giorno per lavoro. Il rincaro corre veloce: l’Unione Nazionale Consumatori ha calcolato un aumento di 70 centesimi sul pieno di benzina e 75 su quello di gasolio nell’arco di una sola giornata.
Per chi usa l’auto tutti i giorni per andare al lavoro, la variabile da tenere d’occhio non è l’importo del bonus ma la platea dei beneficiari. Se la soglia di reddito resterà vicina ai 35mila euro, una fetta di partite IVA e dipendenti con stipendi medi rischia di restare fuori proprio mentre il prezzo alla pompa continua a salire.
Dati e retroscena riportati da QuiFinanza, a firma di Giorgia Bonamoneta, nell’edizione di lunedì 14 settembre 2026.