Dal 30 settembre 2026 l’INPS dovrebbe aprire una piattaforma online per dare un riconoscimento ufficiale al caregiver familiare: chi, in casa, si prende cura di un parente con una disabilità molto grave. Non è ancora la data del bonus: è il passo che serve, più avanti, a poter chiedere il contributo economico. La misura nasce da un disegno di legge che non ha ancora avuto il via libera definitivo del Parlamento, quindi le scadenze restano provvisorie.
La piattaforma non farà altro che registrare formalmente il legame tra chi assiste e chi viene assistito, collegando le due persone nel sistema dell’INPS. Senza questo passaggio iniziale, in un secondo momento non sarà possibile presentare la domanda vera e propria per il sostegno economico. È un tassello burocratico, ma obbligatorio: chi salta questa fase resta fuori da tutto il resto del percorso.
L’iscrizione avviene online, con le credenziali SPID, CIE o CNS, ma la richiesta non parte dal caregiver stesso. Secondo la ricostruzione di Panorama, a muoversi deve essere la persona assistita, oppure, se non può farlo da sola, chi la rappresenta legalmente: per esempio l’amministratore di sostegno o il tutore. Alla domanda vanno allegate un’autocertificazione e l’accettazione scritta di ogni caregiver coinvolto. Chiuse le verifiche, l’INPS avrà trenta giorni per rilasciare il certificato che riconosce la qualifica.
Non tutti i caregiver arriveranno al contributo. Il testo, ancora all’esame della Camera, riserva l’aiuto a chi convive con un familiare che ha una disabilità gravissima e riceve l’indennità di accompagnamento. Servono anche due paletti sul reddito: quello personale del caregiver deve restare sotto i 3.000 euro lordi l’anno, e l’ISEE della famiglia sotto i 15.000 euro. Sono soglie strette, pensate per concentrare le risorse su chi ne ha più bisogno. Valgono solo per questa platea specifica: non per chi si occupa di un familiare con altre forme di disabilità, e non diventano meno rigide se il nucleo familiare ha altre difficoltà economiche non previste dal testo.
Il percorso è spalmato su più tappe. A settembre parte la piattaforma con la registrazione dei caregiver; entro fine anno dovrebbe aprirsi la finestra per chiedere il contributo, con domanda inviabile via web o rivolgendosi a un patronato. I primi versamenti sono previsti nel 2027: le stime indicano un tetto massimo di 400 euro al mese per le famiglie con la situazione reddituale più bassa, pagati con cadenza trimestrale. Tra la registrazione e il primo bonifico, insomma, possono passare più di dodici mesi.
Il disegno di legge porta la firma di Alessandra Locatelli, la ministra per le Disabilità: lo ha varato il governo a gennaio 2026, ma il testo aspetta ancora l’ok definitivo di Camera e Senato, oltre ai decreti attuativi dei ministeri coinvolti. Il periodo di stop delle Camere in questa fase dell’anno rende plausibile uno slittamento anche della data del 30 settembre.
Chi ha in famiglia un caregiver con questi requisiti farebbe bene a controllare gli aggiornamenti sul sito dell’INPS nelle prossime settimane, prima di segnare in agenda una data che potrebbe ancora muoversi.
Dati e ricostruzione della procedura riportati da Panorama nell’articolo di Cristina Colli dell’8 agosto 2026.