La procura di Milano ha firmato un accordo con la Caddell, l’impresa edile americana con sede in Alabama che sta costruendo il nuovo consolato degli Stati Uniti a Milano, per versare oltre 30 milioni di euro ai lavoratori sfruttati nei cantieri del quartiere Portello. L’intesa arriva quattro mesi dopo l’apertura dell’inchiesta per caporalato e coinvolge, insieme alla procura, l’amministratore giudiziario che il tribunale ha messo a capo della società di costruzioni non appena il fascicolo è stato aperto. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, è la transazione più grande mai avvenuta in Italia su un caso di sfruttamento del lavoro, con un approccio giudiziario che finora non era mai stato usato in Europa.

L’inchiesta, condotta dal procuratore Paolo Storari con il supporto del nucleo dei Carabinieri specializzato in reati sul lavoro, ha ricostruito le condizioni nel cantiere del Portello. Gli operai, portati dall’India tramite un’intermediaria turca, ricevevano buste paga fittizie da cui venivano tolte le spese di vitto e di alloggio, più la quota da restituire a chi li aveva reclutati. Le testimonianze raccolte dagli inquirenti parlano anche di minacce e maltrattamenti dentro il cantiere.

Dopo le indagini, il gip ha disposto su richiesta della procura l’amministrazione giudiziaria della Caddell: una misura pensata per liberare l’appalto dalle irregolarità e obbligare l’impresa a dotarsi di controlli più efficaci. La società era stata commissariata a giugno 2026, quando l’inchiesta è diventata pubblica. Con l’accordo firmato in questi giorni, l’amministratore giudiziario Francesco Brigatti potrà usare i fondi per pagare gli straordinari agli operai e coprire le spese di alloggio. La stessa lettera della società autorizza anche il risarcimento del danno morale, per un totale fino a 19.730.126 euro. Le risorse restanti finiranno nelle casse dell’Inps e dell’Inail.

Il risarcimento riguarda circa 450 lavoratori, con una media di 50.000 euro a persona e punte fino a 90.000 euro nei casi più gravi. Rientrano nell’accordo anche gli operai licenziati prima che il caso esplodesse: a loro sarà riconosciuta l’indennità di disoccupazione. Finora sono già stati concessi 50 sussidi Naspi. Sono stati rilasciati inoltre 250 permessi di soggiorno legati alla vicenda.

Per chi lavora nei subappalti dell’edilizia, il caso apre un precedente concreto: un’amministrazione giudiziaria può chiudersi con un risarcimento diretto ai lavoratori, non solo con una sanzione all’impresa. Nei prossimi mesi si capirà se il modello usato al Portello verrà applicato anche ad altri cantieri che si affidano a manodopera straniera intermediata da subappaltatori esteri.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore in un articolo di Sara Monaci pubblicato domenica 27 settembre 2026.