Il Buono fruttifero Premium di Cassa Depositi e Prestiti paga il 3,25% annuo lordo, mentre il BOT a un anno collocato venerdì 9 ottobre ha reso il 3,174%. Lo scrive Money.it, che cita i dati del Ministero dell’Economia per l’asta. Sulla carta vince il buono postale. Nella pratica pesa una condizione che molti non rispettano.
Il Premium è riservato a chi ha un libretto Smart o Ordinario e porta nuova liquidità. Contano le somme arrivate sui libretti postali o sul conto BancoPosta tra il 18 settembre e il 5 novembre, al netto dei prelievi. Possono entrare con l’accredito di pensione o stipendio, con bonifici bancari o con assegni circolari o bancari. L’ultimo passaggio è il girofondo verso il libretto Smart: da quel conto si attiva l’acquisto.
La serie in vendita dal 22 settembre sparirà dall’offerta il 5 novembre 2026. Il buono dura 12 mesi, si parte da 50 euro e ogni persona può sottoscrivere fino a un milione al giorno. La gestione è gratuita, ma lo Stato trattiene il 12,50% sugli interessi e, nei casi previsti dalla legge, un’imposta di bollo dello 0,2% annuo.
Tolta la ritenuta, il rendimento scende al 2,84%. Su 10.000 euro significa 284,375 euro di interessi netti, su 100.000 euro 2.843,75. Il bollo resta fuori da questo calcolo. Un vantaggio extra: fino a 50mila euro il Premium non entra, insieme a titoli di Stato e libretti, nel patrimonio familiare dell’ISEE.
Il BOT ha lo stesso emittente, la stessa garanzia sul capitale e le stesse regole fiscali. L’asta ha fissato il prezzo a 96,88 per un rendimento del 3,174%. Cambia l’accesso: il taglio minimo è di 1.000 euro nominali, serve un questionario Mifid compilato e ancora valido, e il dossier titoli ha un costo bancario che Money.it stima in qualche decina di euro l’anno. Il BOT, però, accetta anche liquidità già sul conto e, in teoria, non ha un tetto di versamento.
Cambia anche l’uscita anticipata. Se esci dal Premium prima della scadenza, ricevi il capitale versato e basta: gli interessi maturati si perdono. Il BOT si rivende sul mercato, e il suo prezzo si avvicina a 100 man mano che la scadenza si avvicina. Spesso si incassa più del prezzo di acquisto, ma non sempre: forti tensioni sui mercati possono spingere i prezzi sotto quel livello.
Tre domande aiutano a decidere. La prima riguarda l’importo: parti da 50 euro o da 1.000? La seconda la liquidità: se non sei sicuro di tenere i soldi fermi per l’intero anno, il BOT ti lascia più margine. La terza è la più importante: il capitale che vuoi investire conta come nuova liquidità?
Se la risposta è sì, il Premium ha un tasso lordo più alto e nessun costo di gestione. Se la risposta è no, perché i soldi sono già sul conto da tempo, il BOT resta l’unica strada tra i due. Money.it non indica un importo oltre il quale la scelta cambia: dipende dal tuo caso.
Chi pensa al Premium ha tempo fino al 5 novembre: prima di muovere i soldi, controlla se i versamenti di questi mesi contano davvero come nuova liquidità.
Secondo Money.it, articolo di Stefano Vozza pubblicato il 13 ottobre 2026.