Bper potrebbe incorporare le 635 filiali del Monte dei Paschi nel 2028, se l’offerta pubblica di acquisto e scambio che Intesa Sanpaolo ha lanciato su Mps andrà in porto. Lo ha detto l’amministratore delegato della banca modenese, Gianni Franco Papa, parlando con Radiocor a Ferrara, all’apertura del polo culturale che Bper ha inaugurato a Palazzo Barbantini-Koch. Il manager ha precisato che l’anno dipende ancora dalle autorizzazioni necessarie.
Il meccanismo passa da Unipol, la compagnia assicurativa di Bologna, guidata dal presidente Carlo Cimbri, che controlla Bper. Per superare i rilievi antitrust, Intesa ha stretto con Unipol un accordo: gli sportelli senesi arriverebbero prima al gruppo assicurativo e solo dopo alla banca. Papa ha descritto la sequenza in tre passaggi. Prima si chiude l’operazione tra Intesa e Mps. Poi Unipol rileva il compendio di filiali. Infine presenta un’offerta a Bper, che il consiglio di amministrazione e l’assemblea dei soci dovranno esaminare.
Il calendario coincide con quella già data da Carlo Messina, l’amministratore delegato di Intesa, che aveva collocato il passaggio a Unipol nella seconda metà del 2027. Tra i due passaggi corre circa un anno, il tempo per le autorizzazioni. Ricorda che per Bper nulla è automatico: il via libera finale spetta ai suoi azionisti, non a Intesa.
Sul rilancio dell’offerta, Papa ha parlato di accoglienza positiva da parte del mercato. A suo giudizio l’operazione procede nella direzione che Intesa voleva. Sulle mosse possibili del Monte, con l’assemblea straordinaria fissata al 29 ottobre, ha evitato di sbilanciarsi: con il prezzo ritoccato verso l’alto restano meno margini di manovra, ma un ulteriore rilancio, ha ammesso, non si può escludere.
Per Bper la posta supera il numero degli sportelli. Papa ha spiegato che l’ingresso delle filiali Mps permetterebbe di consolidare la presenza in Italia e di allargare la clientela. Il gruppo risultante avrebbe più di 2.600 filiali, con un peso nazionale molto maggiore e, nelle sue parole, l’identità di banca radicata sul territorio. Alla domanda se Bper cercherà altre acquisizioni nel frattempo, ha risposto sorridendo che non c’è più niente.
Resta aperto il nodo del marchio. A Piazza Affari circola l’ipotesi che il nome Bper venga sacrificato per salvare quello di Mps. Papa ha giudicato la questione secondaria: conta di più il “Dna” della nuova realtà, cioè a chi si rivolge e come lavora.
C’è però un limite da tenere presente. Le dichiarazioni di Papa sono quelle di una parte interessata, e il calendario descritto dipende da tre condizioni: l’esito dell’Opas, le autorizzazioni e il voto dei soci Bper. Nessuna delle tre è ancora scritta.
Per chi ha azioni Mps o Bper, la data da segnare è il 29 ottobre: l’assemblea straordinaria del Monte indicherà quali margini restano a Mps, e da lì si capirà se il calendario del 2028 regge.
Forbes.it, 7 ottobre 2026, che riporta le dichiarazioni di Gianni Franco Papa a Radiocor.