Le sale italiane chiudono l’estate con il miglior risultato degli ultimi anni: tra giugno e agosto sono arrivati 149,5 milioni di euro di incassi, quasi il doppio della stessa finestra nel 2025. Il dato arriva a pochi giorni dall’apertura della Mostra di Venezia, che quest’anno si apre il 2 settembre e chiude dieci giorni dopo, il 12. Dentro questo risultato, però, il cinema italiano pesa sempre meno.

Da inizio anno gli incassi complessivi sono 422,9 milioni di euro, in crescita del 46% su entrambi gli anni precedenti. Ancora più marcato l’aumento delle presenze: sono 55,3 i milioni di spettatori entrati in sala da gennaio, il 36% sopra il livello dello stesso periodo nel 2025.

A trainare la produzione nazionale c’è soprattutto Buen Camino, il film di Checco Zalone: sono 94,5 i milioni di euro incassati da inizio anno, il 14% in più su base annua, con circa 900.000 spettatori aggiuntivi rispetto allo stesso periodo del 2025, per un totale di 12,9 milioni di biglietti venduti.

La classifica dell’anno racconta però un mercato molto concentrato. In testa c’è Odissea, con 52,1 milioni di euro, mentre Buen Camino, calcolato non sull’anno solare ma sulla stagione del settore, che chiude il 31 ottobre dopo essere partita il 1° novembre, ha già superato i 76 milioni. Seguono Spiderman a quota 34,9 milioni, il secondo capitolo de Il diavolo veste Prada, arrivato a 32,2 milioni, e Michael, fermo a 25,8 milioni. Nei primi tre mesi dell’anno erano bastati sette titoli a produrre metà di tutti gli incassi.

È qui che si vede la parte debole del quadro. Nello stesso arco estivo, contro i 149,5 milioni di euro di incassi del mercato e i 19,2 milioni di ingressi complessivi, il prodotto nazionale non è andato oltre 4,5 milioni: appena il 3% dei ricavi totali, contro una quota del 7% nell’estate 2025 e del 7,5% nel 2024. Il titolo italiano più visto della stagione, Le Città di Pianura, non è andato oltre i 478.000 euro d’incasso.

Il quadro complessivo, secondo Il Sole 24 Ore, è quello di un pubblico che torna in sala volentieri quando trova un titolo capace di diventare un evento, mentre nei mesi normali lo spazio resta soprattutto ai grandi franchise internazionali. Per il cinema italiano, la sfida a Venezia non è convincere la critica: è produrre il prossimo film capace di ripetere quello che ha fatto Zalone.

Chi lavora nella distribuzione ha un indicatore preciso da seguire nei prossimi mesi: quanti dei titoli presentati a Venezia riusciranno a diventare un evento da sala, perché è quello, non il numero di uscite in cartellone, a decidere gli incassi del prossimo trimestre.

Dati ed elaborazioni riportati da Il Sole 24 Ore in un articolo di Andrea Biondi pubblicato il 26 agosto 2026.