Le borse europee hanno chiuso l’8 settembre quasi immobili, con l’Euro Stoxx 50 fermo a più 0,1% e il Ftse Mib in lieve calo a 52.177 punti. Il recupero mattutino non ha retto nella parte finale della seduta, quando Wall Street ha aperto in territorio negativo.

Il vero motore della giornata resta l’energia. Il petrolio Brent è salito fino a toccare quota 98 dollari al barile, mentre il gas naturale sul mercato TTF ha segnato il livello più alto dal 2022, a un passo da 75 euro per megawattora. Dietro ai due rincari ci sono le tensioni geopolitiche in corso, che stanno spingendo gli investitori a rivedere le attese sui prossimi mesi.

Prezzi dell’energia così alti complicano il lavoro delle banche centrali. La Banca Centrale Europea si prepara a un nuovo rialzo dei tassi nella riunione di giovedì, la stessa settimana in cui la Federal Reserve americana si riunisce, il 16, per decidere se muoversi o restare ferma. Prima di quella scelta la Fed aspetta venerdì il dato sull’inflazione al consumo negli Stati Uniti, l’indicatore che più di ogni altro guiderà la decisione.

Sul listino milanese i rialzi più netti sono arrivati per Inwit e Telecom Italia, dopo che l’offerta di Poste Italiane per azione è salita a 1,97 euro da 1,67 euro. Bene anche Prysmian, mentre Stellantis e Stmicroelectronics hanno chiuso in ribasso. Anche gli altri listini continentali si sono mossi in un fazzoletto di pochi decimi: Dax e Ibex35 in calo, Cac40 in leggero rialzo.

Il Btp decennale rende il 4,18%, con lo spread sul Bund tedesco stabile. Sul fronte valutario il cambio euro-dollaro naviga vicino a 1,163 e il dollaro ha superato quota 154 yen. Tra le materie prime l’oro ha perso leggermente terreno, fermandosi vicino a 4.450 dollari l’oncia, e il Bitcoin è arretrato a 78.560 dollari.

I dati macro pubblicati oggi aiutano a leggere la giornata. In Cina le esportazioni sono cresciute del 25% su base annua e le importazioni del 28,2%, spinte dalla domanda di beni tecnologici. In Germania, invece, la bilancia commerciale si è indebolita: le vendite all’estero sono scese dello 0,8% e gli acquisti dall’estero del 5,7%. Negli Stati Uniti l’indice NFIB sulla fiducia delle piccole imprese è sceso a 98,7 punti, sotto le stime, mentre la Fed di New York ha misurato le aspettative di inflazione a un anno in leggero calo, al 3,58%. Il Tesoro americano ha inoltre collocato 58 miliardi di dollari in titoli triennali.

Chi ha un portafoglio esposto ai mercati europei nei prossimi giorni dovrebbe guardare più alla riunione della Bce di giovedì e al dato Usa sull’inflazione di venerdì che ai movimenti di oggi: sono questi due appuntamenti a stabilire se il gas sopra i 75 euro diventa un problema strutturale per la crescita o resta un picco temporaneo.

Dati e prezzi di chiusura riportati da borse.it nell’edizione dell’8 settembre 2026.