Giovedì 15 ottobre Piazza Affari ha chiuso in rosso: il Ftse Mib ha perso lo 0,72% e si è fermato a 49.397 punti. A guidare la discesa sono stati i titoli tecnologici, penalizzati dai dubbi sulla tenuta della spesa in intelligenza artificiale.

Il Ftse Mib è l’indice che riunisce le società quotate a Milano con la capitalizzazione più alta e gli scambi più liquidi. Quando a muoversi male sono alcuni nomi pesanti di un comparto, l’effetto si vede subito sul valore complessivo del listino. Così è successo ieri, secondo la ricostruzione di Soldionline, che riprende un lancio dell’agenzia ANSA.

Il peggiore della seduta è stato Technoprobe, che ha lasciato sul terreno il 10,3%. Anche Stm ha chiuso in territorio negativo, con un calo del 3,8%. Il titolo è tra i più seguiti quando gli investitori rivedono le attese sui semiconduttori, i chip che finiscono in una gamma molto ampia di dispositivi e applicazioni.

Il motivo per cui il tema pesa tanto sul mercato è semplice. Quanto le aziende spenderanno in IA condiziona fatturato e commesse di tutta la catena, a partire da chi produce semiconduttori fino a chi vende componenti e servizi. Se l’incertezza riguarda il ritmo di quegli investimenti, a risentirne sono tutte le aziende collegate.

La debolezza non si è fermata alla tecnologia. Saipem ha perso il 4,69% e Prysmian il 2,96%. Sono scese anche le banche: Banco Bpm ha lasciato sul campo il 2,67%, mentre Unicredit si è fermata a un ribasso del 2,14%. Soldionline ricorda che il comparto bancario reagisce parecchio all’andamento dell’economia e alle attese sui tassi, per questo finisce spesso al centro degli spostamenti di portafoglio degli investitori.

Non tutte le blue chip hanno chiuso al ribasso. Tim è salita dell’1,9%, Leonardo dell’1,87% e Snam dell’1,33%. Si tratta di rialzi più contenuti, che non hanno compensato le perdite di chi ha trascinato l’indice verso il basso.

Il quadro di giovedì mostra quanto il listino milanese dipenda da pochi movimenti di settore. Secondo Soldionline, se il ritmo degli investimenti sull’IA viene messo in dubbio, le azioni tecnologiche possono far oscillare di più l’intero Ftse Mib. Il pezzo non indica però se i dubbi derivino da un annuncio preciso o da un dato specifico, e nemmeno quanto durerà la pressione sui titoli.

Per chi segue questi titoli, o li ha dentro un fondo o un ETF che replica l’indice, conviene guardare i prossimi giorni: serviranno altre sedute per capire se il calo di Technoprobe e Stm resta un episodio isolato o se prende forma una tendenza.

Secondo Soldionline, che cita l’agenzia ANSA, la seduta di Piazza Affari del 15 ottobre 2026 si è chiusa con il Ftse Mib in calo dello 0,72%.