Da martedì 22 settembre, dalle ore 12, si può chiedere il contributo statale per le colonnine domestiche del 2026: la domanda va inviata sulla piattaforma online di Invitalia, l’ente che amministra l’incentivo su mandato del ministero guidato da Adolfo Urso. Il contributo copre l’installazione di punti per la ricarica elettrica in garage, box e parti comuni condominiali, non le colonnine pubbliche.
Possono fare richiesta i condomìni e chi vive in Italia, cioè le persone fisiche residenti nel paese, per gli impianti installati o da installare dal 26 giugno fino alla fine di quest’anno. La finestra per inviare la domanda resta aperta per oltre quattro mesi, con scadenza alle 12 del 31 gennaio 2027.
L’agevolazione copre l’80% della spesa sostenuta, con un tetto che dipende da chi la chiede. Un privato può arrivare a 1.500 euro. Un condominio sale fino a 8.000. La cifra non è garantita a chi si muove per primo: le domande vengono controllate tutte insieme, e una graduatoria dei beneficiari ammessi esce entro tre mesi dalla chiusura del bando.
Dietro la misura c’è un piano più ampio per il settore automotive, con una dotazione complessiva da 68 milioni fino al 2030. Chi installa un punto di ricarica nel 2027, nel 2028 o nel 2029 potrà chiedere lo stesso contributo nelle finestre di quegli anni. Per l’ultima annualità però contano solo gli impianti completati tra gennaio e marzo del 2030, una tranche più stretta delle precedenti.
Per usare la piattaforma servono credenziali digitali, tra SPID, carta d’identità elettronica e la carta dei servizi nazionale, più un indirizzo PEC attivo, indispensabile per ricevere l’esito della domanda. Senza PEC la procedura non si chiude.
Urso ha legato l’incentivo a un obiettivo che va oltre l’ambiente: sostenere chi fabbrica le infrastrutture di ricarica in Italia. Il dicastero segnala che più della metà delle colonnine di nuova generazione montate nel paese arriva da produttori nazionali, un dato che il bonus prova a rafforzare più che a costruire da zero.
Un punto resta scoperto nel testo del bando: cosa succede a chi installa la colonnina prima di sapere se rientrerà tra i beneficiari. Il contributo arriva solo dopo la verifica delle pratiche, quindi chi anticipa la spesa lo fa senza la certezza di finire nel budget da 68 milioni, soprattutto se le richieste superano in fretta la soglia disponibile.
Chi ha già in programma un impianto domestico, o lo sta valutando per il proprio condominio, ha convenienza a muoversi nelle prime settimane. Le risorse si esauriscono in base all’ordine delle domande ammesse, non alla data in cui i lavori vengono completati: aspettare non cambia il diritto al bonus, ma può cambiare se i fondi sono ancora disponibili.
Secondo quanto riportato da QuiFinanza martedì 22 settembre 2026, a firma di Claudio Cafarelli, le domande per il Bonus colonnine elettriche sono partite tramite la piattaforma di Invitalia.