Confesercenti mette un numero sul caldo dell’estate 2026: 870 milioni di euro di maggiore spesa energetica per le imprese di commercio, ristorazione e ospitalità, calcolati confrontando giugno, luglio e agosto con lo stesso trimestre di un anno prima. La stima, elaborata insieme al Gruppo Innova, divide il conto in due voci: circa 700 milioni pesano sull’elettricità, altri 170 milioni sul gas. Per alcune imprese il rincaro della bolletta elettrica ha sfiorato il 90%.

Dietro l’aumento ci sono due meccanismi distinti. Le temperature elevate hanno tenuto accesi più a lungo condizionatori e celle frigorifere, alzando i consumi. In parallelo il prezzo dell’elettricità all’ingrosso, il PUN, è salito di più del 30% nel trimestre estivo se confrontato con il 2025. Bar, ristoranti e alberghi hanno subito un colpo extra dai picchi di prezzo nelle ore serali, quando concentrano gran parte della loro attività.

Confesercenti traduce le percentuali in cifre per singola attività. Un albergo con 45 camere è passato da una bolletta estiva di 8.250 euro a una di 12.250 euro, 4.000 euro in più, il 48,5% sopra l’anno precedente. Un ristorante ha visto il conto salire a 3.100 euro, contro i 2.100 euro di un anno fa: mille euro aggiuntivi, il 47,6% in più. Per un bar il conto è arrivato a 1.800 euro, contro i 1.250 di un anno fa: 550 euro in più, il 44%. Anche il commercio ha pagato di più: 41,3% in più per un negozio alimentare, 40,9% per uno non alimentare.

Sul gas pesa soprattutto il prezzo, non i consumi. Nello stesso trimestre è aumentato di più del 30% su base annua, e questo da solo spiega quasi tutti i 170 milioni di euro di maggiore spesa stimati per il settore. Le scorte in vista dell’inverno e l’instabilità dei mercati dell’energia fanno temere altri rialzi nei prossimi mesi.

A guidare Confesercenti è Nico Gronchi, che chiede di intervenire sulle voci ASOS in bolletta, le componenti che finanziano oneri di sistema come gli incentivi storici alle rinnovabili. Per bar, ristoranti, alberghi e negozi, sostiene, l’energia è un costo che non si può tagliare: serve per restare aperti, non è un extra su cui risparmiare. Gronchi collega il tema al caro carburanti segnalato dalla stessa associazione nei giorni scorsi, descrivendo tre fronti energetici sotto pressione insieme, con margini già ridotti che rischiano di scaricarsi sui prezzi al pubblico. Chiede anche una revisione della tassazione sull’energia, perché non amplifichi ulteriormente gli aumenti lungo tutta la filiera.

Chi gestisce un locale o un negozio farebbe bene a controllare ora le condizioni del proprio contratto di fornitura, prima dell’inverno: bloccare un prezzo fisso in queste settimane può evitare che il rincaro dell’estate si ripeta con il freddo, quando il peso del gas supera quello dell’elettricità.

Dati ed elaborazioni riportati da AGI il 29 agosto 2026, sulla base della stima di Confesercenti e Gruppo Innova.