Da settembre le famiglie italiane spenderanno il 23% in più per l’energia rispetto al 2025, le imprese fino al 54% in più. Lo calcola Nomisma Energia in una stima diffusa da Il Sole 24 Ore. Il calcolo si basa sugli attuali prezzi all’ingrosso di gas ed elettricità e sul loro effetto sulle tariffe che si aggiorneranno al termine dell’estate.

A spingere i rincari è il prezzo del gas sui mercati europei. Il Ttf di Amsterdam, il principale indice di riferimento, ha superato quota 60 euro al megawattora già a fine luglio, complice la tensione nello stretto di Hormuz. Ieri è salito ancora, oltre i 62 euro. Non accadeva dal marzo scorso.

L’elettricità segue la stessa direzione. Il prezzo all’ingrosso in Italia è salito sopra i 200 euro al megawattora la settimana scorsa, un livello che non si vedeva da gennaio 2023. L’aumento riflette, insieme ad altri fattori stagionali, il rincaro del gas.

Per il gas, Nomisma Energia mette il metro cubo a 137 centesimi in settembre, quando un anno prima ne bastavano 106. Su una famiglia che ne consuma 1.400 metri cubi l’anno, la differenza pesa 429 euro in più entro la fine del 2026, il 29% sopra la spesa del 2025.

Per l’elettricità il conto sale in modo più contenuto ma comunque significativo: settembre dovrebbe chiudere a 31,93 centesimi per kWh, mentre dodici mesi fa se ne pagavano 28,75. Una famiglia che consuma 2.700 kWh l’anno pagherebbe così 85,9 euro in più entro fine 2026, l’11% sopra il 2025.

Sommando gas ed elettricità, l’aggravio complessivo per una famiglia arriva a 515 euro nell’arco del 2026, il 23% in più sul 2025. A pesare ancora di più sono i carburanti, la cui corsa è iniziata con la guerra in Iran in primavera. Il litro di carburante, tra benzina e gasolio, costerà in media 2,017 euro a settembre secondo Nomisma Energia, contro 1,655 euro un anno prima. Una famiglia che ne consuma 1.000 litri l’anno spenderebbe quindi 361,8 euro in più, il 22% sopra la spesa del 2025. Mettendo insieme energia domestica e rifornimenti, il conto complessivo per le famiglie italiane potrebbe salire di 876,8 euro entro fine anno.

Le imprese sono il capitolo su cui i rincari estivi pesano di più: la stima complessiva di Nomisma Energia indica una spesa energetica in aumento del 54% nel 2026 rispetto al 2025. A trainare l’incremento è soprattutto il gas, la voce che cresce di più: il prezzo atteso a settembre è di 71 centesimi ogni metro cubo, contro 43 centesimi nello stesso mese del 2025. Per una piccola azienda, che di gas ne consuma qualche migliaio di metri cubi ogni anno, quei 28 centesimi di differenza si sentono su tutta la bolletta.

Per chi ha un contratto di luce e gas a prezzo variabile, la finestra per passare al fisso si chiude con l’aggiornamento delle tariffe di settembre. Bloccare oggi il prezzo del gas evita l’impatto pieno dei rincari nei prossimi mesi.

Stima di Nomisma Energia, riportata da Il Sole 24 Ore il 12 agosto 2026.