Le famiglie italiane rischiano un autunno pesante sul fronte energetico. Federconsumatori, l’associazione nazionale dei consumatori, stima un rialzo del 16% per l’elettricità e del 18% per il gas tra settembre e dicembre, con un aggravio che può toccare i 180 euro ogni mese per nucleo familiare. La determinante è la riaccensione dei riscaldamenti nelle case, che spinge subito verso l’alto i consumi in tutto il Paese.

Il prezzo medio del gas in Italia sfiora i 14,81 euro per 100 kWh, ben oltre la media continentale di 12,28 euro. Peggio dell’Italia fanno solo i Paesi Bassi, a 17,19 euro, e la Svezia, a 20,92 euro.

Sul mercato all’ingrosso la tensione è ancora più marcata. L’indice del metano segna un balzo del 113% rispetto a un anno fa, con proiezioni che durante la stagione più fredda dell’anno si avvicinano agli 0,80 euro al metro cubo. Sono numeri che finiscono per pesare sulle bollette dei consumatori finali con un ritardo di poche settimane: chi ha un contratto a prezzo variabile ne sente l’effetto quasi subito, chi è a tasso fisso lo scopre solo al rinnovo.

Alla guida di Federconsumatori Milano c’è Carmelo Benenti, che punta il dito contro l’assenza di una strategia di lungo periodo. Benenti osserva che questi aumenti finiscono sempre per gravare sulle famiglie, mentre secondo lui manca una politica capace di contenerli nel tempo. Servono, dice ad Adnkronos, interventi strutturali su redditi e fisco, non misure spot: cita in particolare una riforma del cuneo fiscale nella fascia tra 30.000 e 60.000 euro di reddito. Sul welfare chiede meno sussidi a pioggia e più aiuti mirati alla fascia di reddito medio, quella più esposta alla crescita del costo della vita, senza un adeguamento proporzionale degli stipendi.

Benenti non attribuisce i rincari solo all’instabilità in Medio Oriente. Segnala anche il ruolo di grandi acquirenti semipubblici sul mercato dell’energia, che a suo giudizio dovrebbero bilanciare la remunerazione degli investitori con la tutela dei consumatori finali, invece di limitarsi a massimizzare i profitti.

Benenti boccia anche l’ipotesi di un bonus sulla benzina, proposta che definisce inefficace nel breve periodo. Preferirebbe un sostegno diretto alla grande distribuzione alimentare, capace di far scendere i prezzi dei beni di consumo, oltre a incentivi per il trasporto pubblico e lo smart working: misure che, dice, ridurrebbero i consumi energetici delle famiglie senza passare da sussidi temporanei.

Per chi deve rinnovare un contratto luce o gas nelle prossime settimane, conviene confrontare le offerte a tasso fisso prima dell’arrivo del picco invernale dei prezzi: bloccare oggi una tariffa evita di scontare in bolletta il balzo del 113% già scritto nei listini all’ingrosso.

Dati e dichiarazioni raccolti da Adnkronos il 3 settembre 2026, nell’articolo dedicato ai rincari autunnali di luce e gas.