La famiglia di Michael “Mick” Ryan, morto nel disastro del volo Ethiopian Airlines del marzo 2019, riceverà da Boeing un risarcimento di 29 milioni di dollari, deciso da una giuria federale statunitense. In gioco è il modo in cui i tribunali statunitensi continuano a quantificare, causa dopo causa, il costo umano ed economico di quel disastro per il costruttore aeronautico. La sentenza arriva a distanza di anni dai fatti, ma per Boeing il conto legale legato all’incidente non si è ancora chiuso.

La causa civile è stata avviata dalla vedova dell’ingegnere irlandese, Michael “Mick” Ryan, che lavorava alle Nazioni Unite quando è morto nello schianto. Ryan era tra le 157 persone decedute il 10 marzo 2019, quando il volo ET302 del vettore nazionale etiope si schiantò pochi minuti dopo il decollo. Il velivolo era entrato in servizio da pochi mesi quando avvenne l’incidente. Tra le vittime c’erano anche otto italiani: professionisti e cooperanti che lavoravano all’estero. Un portavoce del tribunale ha reso noto l’importo del risarcimento complessivo riconosciuto alla famiglia, che può comprendere sia la perdita di reddito futuro sia il danno morale, come previsto dal sistema civile statunitense.

Il 737 MAX 8, il modello coinvolto nello schianto, era già stato protagonista di un altro incidente simile in precedenza. Il 737 è uno dei modelli di aereo passeggeri più diffusi al mondo, e il MAX 8 ne è la versione aggiornata. Quell’episodio, insieme al disastro di Ethiopian Airlines, ebbe pesanti ripercussioni sul programma e sull’intero settore aeronautico. Il caso di Ryan non è isolato. Fa parte di una serie di cause civili avviate da famiglie delle vittime nei mesi e negli anni successivi al disastro.

Per un gruppo delle dimensioni di Boeing, 29 milioni di dollari sono un costo diretto ma sostenibile sul piano dei conti. Il vero peso è altrove. Pesa sul piano reputazionale, nel modo in cui assicuratori e investitori valutano l’esposizione legale del gruppo caso dopo caso. Il disastro del 2019, per Boeing, non è più soltanto una vicenda giudiziaria: pesa sui bilanci, sulla reputazione e sui rapporti con le compagnie aeree clienti.

La notizia, riportata da Soldionline il 13 agosto 2026, non specifica se Boeing intenda presentare ricorso contro la decisione della giuria. Il gruppo non ha reso note cifre complessive sui risarcimenti già versati alle famiglie delle vittime del disastro del 2019, né quanti procedimenti restino ancora aperti nei tribunali statunitensi.

Chi segue il titolo Boeing in portafoglio dovrebbe leggere questi risarcimenti come un costo ricorrente, non come un episodio isolato, ogni volta che emerge una nuova sentenza dello stesso filone giudiziario. Altre cause legate allo stesso disastro restano aperte nei tribunali americani, e ogni nuova sentenza può aggiungersi al conto nei prossimi mesi.

Secondo quanto riportato da Soldionline il 13 agosto 2026, la sentenza è stata pronunciata da una giuria federale statunitense.