Bitcoin ha chiuso il terzo trimestre con un rialzo di circa il 42,7%, il miglior risultato per quel periodo dal 2017. Il prezzo però non esce dalla fascia tra 82.000 e 85.000 dollari. Secondo Soldionline, ora comincia un quarto trimestre con un mercato spinto dagli istituzionali e frenato da più fattori.

Il +43% misura solo i tre mesi del terzo trimestre, non l’anno intero. Chi lo legge come un guadagno da inizio anno sbaglia la base temporale.

A sostenere la corsa sono stati i fondi quotati. Nello stesso trimestre gli ETF spot americani su Bitcoin hanno attirato afflussi netti per 6,34 miliardi di dollari, un segnale di interesse da parte dei grandi gestori. Soldionline non indica chi abbia elaborato quel dato, quindi conviene trattarlo come una stima di mercato.

Gli 85.000 dollari hanno fatto da tetto. Il prezzo è salito per un attimo dopo un dato PCE sull’inflazione americana più debole del previsto, poi è rientrato nel vecchio intervallo. Gli analisti hanno faticato a leggere quel numero per via di modifiche al metodo di calcolo. Anche i rendimenti dei Treasury, scesi dai massimi da 24 anni, hanno dato respiro agli asset rischiosi senza produrre uno sfondamento.

Citigroup vede più in alto. Per la banca l’obiettivo di Bitcoin tra dodici mesi sale a 113.000 dollari, mentre quello di Ethereum arriva a 3.028 dollari, se i fondi quotati continueranno ad attirare denaro. È una previsione legata a quell’ipotesi, non un risultato.

Sul fronte delle regole, negli Stati Uniti il CLARITY Act è fallito. Sono arrivate comunque nuove linee guida e un’applicazione più rigida delle norme già in vigore, che toccano i consulenti finanziari intenzionati a proporre cripto ai clienti. Sulle tasse, l’Illinois ha accettato di spostare in avanti di sei mesi un’imposta dello 0,2% sulle transazioni in cripto. Il prelievo resta sospeso almeno fino al 1° luglio, e a decidere saranno i tribunali.

La sicurezza pesa quanto il resto. Le stime di settore parlano di 1,26 miliardi di dollari, circa, bruciati tra exploit e attacchi nei primi nove mesi del 2026. Tra i casi recenti c’è NEAR Intents, un servizio di scambi tra blockchain diverse che fa capo all’ecosistema NEAR: il danno sfiora 3,8 milioni di dollari e gli utenti verranno rimborsati, ha annunciato la piattaforma.

Più delicato il caso di MetaMask. Dopo l’incidente, alcuni validatori Ethereum sono usciti per prudenza dalla rete, ritirando circa 523.000 ETH messi a staking. Era stata dirottata una quota minima delle ricompense. Per gli analisti citati da Soldionline non ci sono danni al capitale principale. Il rischio tecnologico, però, resta un fattore da considerare.

Nelle prossime settimane contano i dati americani sull’occupazione e le prossime mosse della Federal Reserve, che spostano rendimenti e dollaro. Per chi ha Bitcoin in portafoglio, il +43% riguarda tre mesi e la volatilità resta alta. Una chiusura stabile sopra gli 85.000 dollari sarebbe il primo segnale di uscita dal range.

Secondo Soldionline, articolo della redazione pubblicato giovedì 1 ottobre 2026.