Il rialzo dei carburanti non si è fermato nemmeno nel fine settimana, nonostante le quotazioni dei prodotti petroliferi sul Mediterraneo siano scese in modo netto nei giorni scorsi. Il Mimit, il dicastero che gestisce l’Osservatorio sui prezzi dei carburanti, comunica che oggi la benzina self service costa in media 2,015 euro al litro sulla rete stradale, il gasolio 2,136 euro. In autostrada la benzina self sale a 2,091 euro, il gasolio a 2,207 euro.

Il dettaglio per compagnia mostra chi ha spinto l’aumento. Lo confermano i dati di Staffetta Quotidiana: il quotidiano di settore riporta che Eni ha alzato di un centesimo sia la benzina sia il diesel, mentre IP e Tamoil hanno ritoccato al rialzo solo la verde. Il Gpl resta fermo, il metano sale di pochi millesimi. Sono variazioni piccole prese singolarmente, ma si sommano a settimane di rincari quasi ininterrotti.

Il gasolio è il prodotto più sotto pressione. In autostrada resta sopra la soglia dei 2,20 euro da tre giorni consecutivi, oggi a 2,207 euro contro i 2,204 di ieri. Il confronto che preoccupa di più i consumatori è però con il 28 luglio, giorno in cui è entrato in vigore il taglio delle accise da 14 centesimi sul gasolio: quel giorno il prezzo autostradale era a 2,250 euro, più alto di quello odierno ma di un margine che secondo l’Unione Nazionale Consumatori (Unc) si sta ormai riassorbendo.

Massimiliano Dona, presidente dell’Unc, quantifica il rischio se il governo lasciasse scadere lo sconto sulle accise senza rinnovarlo. In autostrada il prezzo del gasolio salirebbe a 2,378 euro al litro, sulla rete ordinaria a 2,307 euro: diventerebbe il valore più alto mai registrato per il diesel in Italia. Dona chiede invece un taglio delle accise più ampio di quello attuale, 30 centesimi sul gasolio e 14 sulla benzina, e critica il governo per aver spostato la discussione sulla proposta di una tassa europea sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere invece di intervenire direttamente sulla leva fiscale nazionale.

Il nodo politico è la data di scadenza dello sconto sulle accise, che l’esecutivo non ha ancora confermato di voler prorogare. Finché quella decisione resta aperta, ogni rialzo settimanale alla pompa pesa doppio: da un lato il mercato internazionale, dall’altro l’incertezza su quanto a lungo lo Stato continuerà a compensarlo. Chi deve fare un pieno lungo nei prossimi giorni, specialmente in autostrada, farebbe bene a considerare che il margine di sconto residuo rispetto a fine luglio si sta riducendo settimana dopo settimana.

I dati e le dichiarazioni arrivano da Adnkronos, che cita l’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit e l’Unione Nazionale Consumatori.