Il weekend dell’8 e 9 agosto è costato agli automobilisti italiani 370 milioni di euro in più rispetto allo stesso weekend del 2025, per effetto del caro carburanti. Lo riporta TgCom24, citando il calcolo di Codacons: l’associazione ha incrociato i prezzi medi di benzina e gasolio con le oltre 25 milioni di auto stimate in transito su strade e autostrade nei due giorni di partenza per le vacanze estive. Il calcolo ipotizza un pieno per ciascuna vettura. Il conto arriva proprio nel fine settimana clou dell’esodo, quando il traffico tocca il picco stagionale.
Il litro di benzina costa oggi in media 1,986 euro, il gasolio 2,079 euro. Rispetto al 2025 la benzina è salita del 16,2%, il diesel del 26,7%: numeri che a fine pieno pesano parecchio. Fare rifornimento di gasolio costa quindi circa 22 euro in più rispetto a un anno fa, mentre per la benzina la differenza si ferma intorno ai 14 euro.
Nonostante lo sconto sulle accise, di 17 centesimi al litro e valido fino al 25 agosto, il rincaro non si è fermato. La misura non basta a coprire l’aumento. Senza quel taglio, l’aumento sarebbe stato ancora più marcato per chi si mette in viaggio in queste settimane.
Per Codacons la causa è la speculazione che attraversa la filiera dei carburanti. Il petrolio Brent, tra il primo e il 7 agosto, ha ceduto l’8,8% del proprio valore. I prezzi alla pompa non l’hanno riflesso: il diesel si è mosso solo dello 0,04%, la benzina dello 0,45%. Il conto, insomma, non torna. Secondo l’associazione dei consumatori, il divario non si spiega con il costo della materia prima, ma con i margini lungo la filiera di distribuzione.
La Cgia di Mestre allarga lo sguardo all’intero anno. Segue da anni i consumi di famiglie e piccole imprese. Se i consumi restano quelli del 2025, il conto aggiuntivo per famiglie e imprese italiane supera 1,1 miliardi di euro al mese, e arriva a 13,6 miliardi nell’arco dei dodici mesi. L’impatto non è uniforme sul territorio: la Basilicata è la regione più colpita, con un rincaro del 21,6% e un costo aggiuntivo di 9,8 milioni di euro ogni mese. Campania e Puglia seguono a ruota, entrambe intorno al 21,3%, con un peso stimato rispettivamente in circa 89 e 70 milioni di euro ogni mese.
Chi deve ancora partire dovrebbe controllare non il prezzo medio nazionale ma quello praticato lungo il percorso: gli scostamenti tra un distributore e l’altro restano ampi, soprattutto tra autostrada e rete ordinaria. Chi vive nelle regioni del Sud, dove il rincaro pesa di più, farebbe bene a monitorare i prezzi anche dopo il 25 agosto, quando lo sconto sulle accise scadrà.
Dati ripresi da TgCom24, che cita i calcoli di Codacons e Cgia di Mestre relativi al weekend dell’8 e 9 agosto 2026.