Banco BPM ha perso più del 2% a Piazza Affari lunedì 19 ottobre, in una seduta di vendite diffuse sulle banche. A pesare è stata una nota di Jefferies, che ha tagliato il prezzo obiettivo del titolo portandolo a 15,30 euro dai 16,60 precedenti, circa il 7,8% in meno. Lo riporta Money.it.
Il giudizio resta Hold, cioè mantenere il titolo: Jefferies non consiglia di vendere. Cambia però lo spazio di crescita. Con le azioni attorno a 13,5 euro, il nuovo obiettivo lascia un margine teorico del 13,3%, mentre con il vecchio livello si arrivava a circa il 23%.
Il motivo immediato è l’utile. Jefferies stima per il terzo trimestre 440 milioni di euro, il 2% sotto il consensus. Nel secondo trimestre la banca ne aveva incassati 581 milioni, aiutata anche dal dividendo di MPS, di cui Banco BPM possiede il 3,74%. Quel contributo non si ripete allo stesso modo, quindi il confronto tra i due trimestri va letto con cautela.
Jefferies indica anche un calo del CET1 (l’indice che misura la solidità patrimoniale) di 20 punti base sul trimestre, fino al 14,2%. La causa è la perdita di valore delle obbligazioni in portafoglio. Gli analisti hanno poi ridotto del 3% le stime sull’utile per azione dal 2026 al 2028. Pesano i ricavi più bassi del trading, frenati dal costo più alto dei certificates, che compensa in parte il vantaggio dei tassi più elevati.
Equita, un altro intermediario che segue il titolo, è su una linea simile. Prevede un utile netto di 446 milioni, in calo dell’1% sull’anno. Il margine d’interesse dovrebbe arrivare a 798 milioni, con ricavi totali a 1,483 miliardi, in discesa dell’11% sul secondo trimestre. Le commissioni sono attese in flessione dell’8% sul trimestre, e il trading in rosso per 12 milioni. Secondo Equita, i benefici dei tassi si vedranno soprattutto nei trimestri successivi.
Le due cifre non vanno confuse. Jefferies stima 440 milioni, Equita 446 milioni: due previsioni indipendenti, non un dato della banca. Equita aggiunge che il management dovrebbe confermare l’obiettivo di utile 2026 sopra 1,95 miliardi, mentre i suoi analisti attendono 2,02 miliardi.
Sul fondo c’è il risiko bancario. Jefferies ricorda le voci di operazioni nel settore e l’incognita su Crédit Agricole, primo azionista di Banco BPM, che preferisce un’aggregazione con la controllata Crédit Agricole Italia all’offerta pubblica di scambio di MPS. L’assemblea straordinaria di MPS è fissata per il 29 ottobre, e secondo Money.it un numero crescente di soci di MPS guarda con più favore all’offerta di Intesa Sanpaolo.
Sul fronte dei prezzi, Jefferies segnala che il titolo ha meno motivi di rialzo di altre banche di medie dimensioni, con una valutazione più alta: un P/E 2028 a 9,6, mentre Intesa Sanpaolo sta a 8,3 e BPER Banca a 9,4. Senza un’operazione straordinaria, le prospettive di crescita sono limitate.
Chi ha il titolo in portafoglio ha due date da segnare: il 29 ottobre per l’assemblea di MPS e il 5 novembre per i conti trimestrali. Quel giorno si capirà se l’utile sta più vicino ai 440 milioni di Jefferies o ai 446 di Equita.
Secondo Money.it, articolo di Laura Naka Antonelli pubblicato lunedì 19 ottobre 2026, che riprende le note di Jefferies e di Equita.