Il Commissariato straordinario che gestisce la rigenerazione di Bagnoli ha aggiornato i dati sui cantieri collegati alla prossima America’s Cup: dei 1,7 miliardi di euro stanziati per l’area, dal 2022 è stato speso circa il 45%. Le opere legate alla regata viaggiano più veloci di quelle sulla bonifica generale. Lo riporta Il Sole 24 Ore, che ha raccolto ieri il quadro aggiornato direttamente dal Commissariato.
Il dragaggio dei fondali marini è arrivato al 75% del totale e la chiusura è attesa entro ottobre. Nel frattempo vengono montati i pontili galleggianti che ospiteranno le imbarcazioni durante la regata. A eseguire l’intervento è un consorzio internazionale che ha come capofila l’azienda belga Deme, affiancata da imprese italiane; i fanghi estratti finiscono soprattutto in stabilimenti di trattamento situati in Belgio.
Le bonifiche in senso stretto restano il capitolo più lento. L’intervento sul Parco urbano, il più complesso dell’intera operazione, ha un orizzonte di chiusura fissato al 2032. Sulla cosiddetta colmata, l’area a terra dove per decenni si è discusso del destino di Bagnoli, la messa in sicurezza ha invece raggiunto l’80% e già ospita le prime basi tecniche delle squadre veliche.
In autunno prenderanno forma anche l’area dedicata al pubblico e il centro per i giornalisti, pensati per restare operativi da maggio 2027. Una novità arrivata solo di recente riguarda invece i trasporti: Rfi ha deciso di costruire una fermata della linea 2 della metropolitana proprio a Bagnoli, con collegamenti diretti verso la Stazione Centrale, l’aeroporto di Capodichino e il porto di Napoli, utile sia durante la regata sia negli anni successivi.
Il ministero dell’Ambiente ha chiesto chiarimenti nella procedura di valutazione ambientale, e il Commissariato dovrà rispondere entro la fine dell’anno. Restano aperti anche i nodi urbanistici: secondo l’assessora all’Urbanistica del Comune di Napoli, Laura Lieto, vanno ridiscussi sia il posizionamento delle future residenze sia il progetto per il borgo di Coroglio, che il Comune vuole riqualificare.
Sul fronte industriale, il portale che raccoglie i fornitori ufficiali dell’America’s Cup ha già superato le 3.000 iscrizioni di imprese, un segnale dell’interesse degli operatori nautici e non solo per l’indotto dell’evento, secondo quanto riferito dal vicepresidente di Confindustria Nautica, Marco Monsurrò.
Per chi segue il cantiere dall’esterno, il dato da guardare nei prossimi mesi non è la percentuale di spesa complessiva ma il rispetto delle scadenze sul mare. Se dragaggio e pontili chiuderanno davvero entro ottobre, la prima regata di prova a settembre e la competizione dell’anno prossimo partiranno secondo programma. Il resto della bonifica, incluso il Parco urbano, resterà un cantiere aperto ben oltre l’America’s Cup.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore il 27 agosto 2026, i dati sull’avanzamento dei lavori arrivano dal monitoraggio del Commissariato straordinario per Bagnoli.