Avio ha chiuso tra i migliori del Ftse Mib mercoledì 14 ottobre, con un rialzo di oltre il 5%. Nel corso della seduta il titolo ha superato i 30 euro, dopo l’annuncio di un’intesa con il colosso americano Lockheed Martin. Lo racconta Money.it.

Avio è il gruppo italiano dei sistemi di propulsione spaziale, che produce anche lanciatori e motori per la difesa. L’accordo riguarda motori a propellente solido per due missili di Lockheed Martin: l’Extended Range GMLRS e il Precision Strike Missile. Per ora si parte dalla qualifica dei prodotti, che secondo Equita si svolgerà in Italia, come già avvenuto per l’esercito americano.

La produzione vera e propria dovrebbe spostarsi in Virginia, nell’impianto di Avio USA che è ancora in costruzione. Lì verranno installate 700 tonnellate di capacità di produzione, e Lockheed Martin se n’è riservata una parte consistente. Equita parla di maggiore visibilità sugli ordini dagli Stati Uniti, con i primi contratti per la qualifica attesi nel 2027 e quelli di produzione a seguire.

Quanto varrà tutto questo per i conti di Avio, però, non si sa. Gli analisti di Equita ricordano che la parte propulsiva pesa tra il 10% e il 15% del valore di un missile. Dire quale fetta toccherà ad Avio, aggiungono, è prematuro.

Sullo sfondo c’è l’ipotesi Tomahawk, cioè i missili della Marina americana a lungo raggio. Il 29 settembre, alla posa della prima pietra dello stabilimento in Virginia, Bob Butz di Raytheon li ha indicati come possibile area di collaborazione futura. Raytheon ha ottenuto ad agosto un maxi contratto del valore di 22,9 miliardi di dollari. Serve a portare la produzione oltre i 1.000 missili l’anno in sette anni, contro i circa 60 di prima.

Quella cifra non è un ordine per Avio. Dice però quanto denaro gli Stati Uniti stanno mettendo su questo segmento. Nessun dettaglio è stato reso pubblico su una fornitura, sul componente o sui ricavi possibili, e Avio lavora già con Raytheon al motore Mk 104 per la famiglia Standard Missile, ancora in fase di sviluppo.

Sul fronte dei prezzi obiettivo il quadro è favorevole. Dei 6 analisti che seguono il titolo, uno ha un giudizio Strong Buy, tre un Buy e due un Hold; nessuno consiglia di vendere. I target vanno da 30,50 euro a 47 euro, con una media di 38,25 euro.

Partendo da un prezzo di 30 euro, la media implica un potenziale di crescita del 27,5%. Il target più alto lascerebbe margine per il 56,6%, quello di Equita per il 33,3%. Il minimo, a 30,50 euro, è appena sopra le quotazioni attuali.

Chi guarda al titolo deve tenere a mente che i prezzi obiettivo sono stime, non promesse, e che i contratti dell’accordo non esistono ancora. Il primo segnale concreto sarà l’arrivo degli ordini di qualifica, attesi nel 2027.

Secondo Money.it, che ha firmato Laura Naka Antonelli, la notizia dell’accordo con Lockheed Martin e il rialzo di Avio risalgono a mercoledì 14 ottobre 2026.