Chi guida un’auto elettrica e ricarica a casa spende meno di chi fa il pieno, anche di diverse centinaia di euro l’anno. Lo dice l’ultimo report dell’Osservatorio nazionale sui prezzi della ricarica elettrica, curato da Adiconsum insieme a TariffEV: con una ricarica domestica a 0,25 euro al kWh e una percorrenza annua di 10.000 chilometri, il risparmio rispetto alla benzina sfiora gli 826 euro, mentre contro il diesel si ferma a 765 euro.

Il vantaggio si restringe se il paragone è con il GPL: qui la differenza scende a 284 euro, un margine più stretto perché il gas resta il carburante più economico al chilometro tra quelli tradizionali.

Il calcolo si basa sui prezzi rilevati nel Lazio lo scorso 11 settembre: la benzina costava 2,071 euro al litro, il gasolio 2,179 e il GPL 0,731, incrociati con consumi diversi per ogni alimentazione. Un litro copre 20 chilometri nel caso del diesel, 18 per la benzina e 12 per il GPL, mentre in città l’elettrico assorbe circa 13 kWh per percorrere 100 chilometri.

Il conto cambia parecchio se si ricarica fuori casa. Le 437 tariffe pubbliche censite ad agosto valgono in media 0,64 euro al kWh in corrente alternata, 0,73 in corrente continua e 0,76 nelle colonnine ad alta potenza, con punte che superano gli 0,90 euro nelle stazioni più costose. A quei prezzi il margine rispetto ai carburanti tradizionali si assottiglia parecchio, anche se resta quasi sempre positivo.

Un dato utile per chi valuta il passaggio all’elettrico è il prezzo di pareggio, cioè la soglia oltre la quale la ricarica smette di convenire. In città l’auto elettrica resta più economica della benzina finché il kWh costa meno di 0,885 euro, una cifra lontanissima da quella pagata a casa ma vicina alle tariffe più alte delle colonnine veloci. In autostrada, dove i consumi salgono, quella soglia scende a 0,576 euro per la benzina e a 0,545 per il diesel.

Sull’infrastruttura pesa ancora un limite. Motus-E, l’associazione che riunisce gli operatori della mobilità elettrica, censiva a giugno 84.564 punti di ricarica attivi in Italia, di cui 6.773 con potenza superiore ai 150 kW. In autostrada si contano 1.516 punti di ricarica, che coprono poco più della metà delle aree di servizio (il 54%).

Chi percorre distanze simili a quelle usate nel calcolo e può ricaricare a casa trova in questi numeri un argomento concreto a favore dell’elettrico. Chi dipende dalle colonnine pubbliche, soprattutto nei viaggi lunghi in autostrada, dovrebbe invece controllare il prezzo al kWh prima di partire: la differenza tra una tariffa in corrente alternata e una ad alta potenza può ridimensionare buona parte del vantaggio.

Dati e calcoli riportati da QuiFinanza il 13 settembre 2026, sulla base dell’Osservatorio Adiconsum-TariffEV e del monitoraggio Motus-E.