L’Opera Festival dell’Arena di Verona ha chiuso la sua edizione numero 103 con incassi complessivi vicini ai 37 milioni di euro, un massimo per la manifestazione. Il Sole 24 Ore, che ha dato la notizia domenica 4 ottobre, parla anche della stagione più lunga mai fatta: 51 serate tra il 5 giugno e il 12 settembre.

Il confronto con l’anno scorso dà la misura. Nel 2025 il festival si era fermato a 35,6 milioni, quindi la crescita è di poco meno di un milione e mezzo di euro. Dal web è arrivata la quota di 27,9 (cifra in milioni di euro), circa tre quarti del totale. Il canale digitale è ormai la porta d’ingresso principale per chi compra un posto.

Un dettaglio però va letto con attenzione. L’incasso medio per recita è sceso un po’: 742.000 euro l’anno prima, oltre 724.300 quest’anno. Il record complessivo nasce quindi dal numero di date, non da un prezzo medio più alto. Più serate hanno spinto il totale, e ogni singola serata ha reso un poco meno.

Una serata, però, ha fatto storia a sé. Il 13 giugno La Traviata ha venduto biglietti per 1,79 milioni di euro, battendo il primato che apparteneva a Turandot nel 2024. Su 51 appuntamenti, 19 hanno registrato il tutto esaurito: oltre un terzo del calendario.

Gli spettatori sono stati 416.600, circa 12.000 in più rispetto al 2025. Qui il record non c’è. Il massimo resta quello di 417.354 persone, registrato due anni fa, e la stagione appena chiusa ci è arrivata a un soffio, con una distanza di poche centinaia di ingressi.

Il dato che la direzione mette in primo piano riguarda i più giovani. Il pubblico sotto i 30 anni ha raggiunto l’11% del totale. Cecilia Gasdia, che come sovrintendente guida la fondazione lirica di Verona, lo ha definito un «risultato storico». Lo attribuisce alle proposte pensate per le nuove generazioni e per le famiglie, e al lavoro sui canali di vendita e di comunicazione.

I numeri digitali sostengono questa lettura, ma vanno presi per ciò che sono: dati forniti dal teatro. Più di 63 milioni di utenti sono stati raggiunti online, e sui social i follower sono 34.000 in più dell’anno scorso. Il Sole 24 Ore non riporta dati indipendenti su quanti di questi contatti si siano trasformati in biglietti venduti, né su quanti under 30 siano andati all’Arena per la prima volta.

Un’altra scelta ha parlato alle famiglie. Gasdia stessa ha ricordato che le porte si sono aperte anche ai piccoli con meno di quattro anni, insieme ai genitori. Per un teatro che deve riempire gradinate enormi, allargare il pubblico verso chi ha figli piccoli significa aggiungere una platea che prima restava fuori.

Gasdia guida il festival da nove edizioni. Ha annunciato che la decima, nel 2027, sarà l’ultima vera stagione del suo secondo mandato. Il prossimo cartellone dovrà quindi confermare questi risultati con una squadra che si avvicina al passaggio di consegne.

Per chi vuole assistere a un’opera in Arena l’anno prossimo, la lezione pratica è semplice: con 19 serate esaurite e la vendita concentrata online, conviene guardare il calendario appena viene pubblicato e prenotare presto per i titoli più richiesti.

Secondo Il Sole 24 Ore, articolo di Giovanna Mancini pubblicato domenica 4 ottobre 2026.