Anthropic ha presentato alla Sec, l’autorità di Borsa Usa, una prima bozza riservata del Form S-1 lo scorso 1° giugno: primo passo verso la quotazione a Wall Street. L’azienda, fondata da Dario e Daniela Amodei, due fratelli italo-americani, creatrice di Claude, punta a rendere pubblico il testo nei giorni immediatamente successivi al Labor Day, il 7 settembre quest’anno, per debuttare in Borsa tra fine settembre e i primi giorni di ottobre. Il numero di azioni offerte, la fascia di prezzo e le dimensioni complessive dell’operazione restano da fissare, mentre il collocamento è già affidato a Morgan Stanley, insieme a Goldman Sachs, con JPMorgan e, da poco, anche Citigroup tra i coordinatori.

Le cifre in discussione crescono rapidamente. Secondo il New York Times, i banchieri della società avrebbero indicato ai potenziali investitori una raccolta capace di superare i 100 miliardi di dollari, su una valutazione che potrebbe toccare i 2.000 miliardi: più del doppio dei 965 miliardi assegnati appena tre mesi fa, quando si era chiuso il finanziamento di Serie H, con 65 miliardi raccolti sotto la guida di Sequoia Capital, Greenoaks, Dragoneer e Altimeter Capital, e ben oltre i 380 miliardi della Serie G di febbraio, guidata da GIC e Coatue. Se confermata, la cifra supererebbe la valutazione di SpaceX. Sei investitori sentiti a metà agosto dal Financial Times avevano indicato proprio 2.000 miliardi o oltre come possibile valore del debutto.

A sostenere aspettative così alte è la rapida crescita del giro d’affari. A fine luglio, secondo Bloomberg, il fatturato annualizzato aveva già superato quota 65 miliardi di dollari, contro i circa 47 miliardi comunicati a inizio maggio insieme all’annuncio della Serie H e i circa 9 miliardi di fine 2025: in appena sette mesi il business si è quindi più che settuplicato. Nel trimestre aprile-giugno del 2026 la società avrebbe previsto un fatturato non inferiore a 10,9 miliardi, il doppio del periodo precedente, insieme al primo utile operativo trimestrale della sua storia, stimato in circa 559 milioni.

Per giustificare valutazioni simili, banchieri e investitori guardano già al 2028: secondo Reuters, le proiezioni interne di Anthropic indicano per quell’anno un fatturato che va da 190 miliardi fino a un massimo di 200 miliardi di dollari. Tra i termini di paragone usati nelle discussioni compaiono SpaceX, Cloudflare e Palantir: quest’ultima, secondo i dati LSEG, capitalizza a un multiplo vicino a 53 volte le entrate previste per il 2026, contro circa 41,6 volte per le altre due.

Resta delicato il tema della governance, da sempre pensata da Anthropic per proteggere la missione dalle pressioni degli azionisti. Una fonte citata da The Information riferisce che i vertici starebbero valutando titoli riservati alla leadership fondatrice con un peso di voto superiore a quello ordinario, un modo per Dario Amodei e gli altri soci storici di mantenere l’indirizzo strategico anche dopo la quotazione. La stessa fonte parla inoltre della possibilità che gli azionisti attuali vendano parte delle quote insieme all’offerta, e di tempi di blocco sulla rivendita dei titoli più lunghi dei consueti 180 giorni.

Resta centrale anche l’organismo indipendente noto come Long-Term Benefit Trust, senza quote economiche in Anthropic ma con il potere di nominare alcuni membri del consiglio: a luglio vi è entrato l’ex numero uno della Federal Reserve Ben Bernanke, insignito nel 2022 del premio Nobel dedicato all’economia, che affianca Mariano-Florentino Cuéllar, Richard Fontaine e Neil Buddy Shah. L’espansione internazionale prosegue in parallelo: la sesta sede europea, aperta a Milano a fine maggio, si aggiunge a quelle di Monaco, Zurigo, Parigi, Dublino e Londra, con un team dedicato a ricerca, sviluppatori e imprese italiane.

Resta invece aperta una vicenda legale legata al Pentagono, anche se i rapporti tra Anthropic e la Casa Bianca si sono nel complesso distesi. Giovedì scorso un tribunale federale si è schierato con la società, giudicando illegittima e ritorsiva la classificazione dell’azienda come rischio per la catena di fornitura, scaturita dal no di Anthropic all’uso di Claude per sorvegliare di massa il territorio nazionale e per armi capaci di agire in modo completamente autonomo. Resta comunque pendente a Washington un secondo procedimento su un’altra designazione del Pentagono, che potrebbe pesare anche sui contratti civili firmati con il governo americano.

Per chi segue i mercati, il debutto di Anthropic sarà il test più atteso dell’autunno: dirà quanto gli investitori pubblici sono disposti a pagare per un protagonista dell’intelligenza artificiale che solo di recente ha iniziato a generare utili operativi. Chi valutasse un ingresso nel titolo dovrebbe guardare al margine operativo trimestrale, non alla valutazione teorica da 2.000 miliardi: è quel numero a dire se la crescita dei ricavi regge il prezzo pagato in ipo.

Ricostruzione firmata BeBeez, pubblicata il 31 agosto 2026 sulla base di fonti tra cui Reuters, Bloomberg, il New York Times, il Financial Times e The Information.