Alibaba ha collocato 710 milioni di nuove azioni sulla Borsa di Hong Kong a 112,7 dollari di Hong Kong l’una, un’operazione che ha portato nelle casse del gruppo circa 10,2 miliardi di dollari. Il prezzo fissato incorporava uno sconto vicino al 3,6% rispetto all’ultima chiusura presa come riferimento per il collocamento.

Il titolo ha aperto le contrattazioni con un tonfo superiore al 10%, colpito da uno sconto vicino all’8% sul prezzo delle azioni rispetto a venerdì scorso. Il doppio riferimento (l’ultima chiusura usata per fissare il prezzo dell’offerta e quella di venerdì, distanti tra loro) spiega perché lo sconto percepito dagli scambisti sia risultato più ampio di quello formale dell’operazione.

Il capitale raccolto servirà a finanziare gli investimenti infrastrutturali del gruppo, saliti a circa 10 miliardi di dollari per trimestre, destinati soprattutto a data center e allo sviluppo dei modelli linguistici proprietari di Alibaba. Il gruppo punta così a rafforzare l’infrastruttura cloud e a competere con i colossi tecnologici statunitensi sul fronte dell’intelligenza artificiale.

Nonostante il calo in Borsa, la domanda degli investitori istituzionali è stata robusta: il portafoglio ordini ha sfiorato quota 28 miliardi di dollari, un livello quasi triplo rispetto al target fissato in partenza. Il contrasto tra l’entusiasmo nel collocamento e la reazione negativa del mercato segnala che gli investitori guardano con cautela alla diluizione del capitale, non alla strategia industriale in sé: una domanda forte in fase di collocamento non garantisce che il mercato secondario assorba subito le nuove azioni senza spingere il prezzo verso il basso.

Le banche incaricate del collocamento sono state China International Capital Corp e Ubs Group, con un vincolo di 90 giorni sulla vendita di eventuali ulteriori azioni da parte di Alibaba. È la prima emissione primaria del gruppo sul listino di Hong Kong dal 2019, un’attesa di sette anni che segnala quanto raramente le grandi big tech cinesi tornino a chiedere capitale fresco agli azionisti.

La notizia arriva pochi giorni dopo la pubblicazione dei conti trimestrali di Alibaba, con ricavi trimestrali saliti a circa 269 miliardi di yuan, l’equivalente di 35 miliardi di euro: un aumento del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo quanto riportato da Forbes.it. Il gruppo ha ampliato negli ultimi mesi le attività legate all’intelligenza artificiale con Qwen, la sua famiglia di modelli linguistici open source, diventata un punto di riferimento per gli sviluppatori a livello internazionale. Alibaba è oggi il primo fornitore cinese di servizi cloud, e sta riorganizzando la produzione di chip proprietari mentre espande la rete di data center sul territorio nazionale e all’estero.

Per chi segue il titolo Alibaba o ha esposizione su ETF tecnologici legati alla Cina, il livello da monitorare nelle prossime settimane è la tenuta del prezzo sopra la soglia di collocamento. Un ulteriore cedimento confermerebbe che il mercato sta pesando più la diluizione del capitale che i benefici attesi dagli investimenti in intelligenza artificiale.

Dati e dettagli dell’operazione riportati da Forbes.it il 24 agosto 2026.