Il comprensorio di Breuil-Cervinia ha avviato i lavori per un nuovo collegamento funiviario verso il Plateau Rosa, un cantiere vicino ai 200 milioni di euro battezzato Cervino The One. Il progetto sostituirà l’attuale sistema di risalita con un impianto capace di portare 3.000 persone ogni ora fino a quota 3.400 metri in meno di diciassette minuti.
L’opera, tra le più costose mai realizzate nel settore funiviario italiano, si divide in due tronchi distinti ma collegati tra loro: dal paese fino a Plan Maison, poi da lì fino al Plateau Rosa. Il primo tratto misura 1.850 metri, il secondo supera i 4.000, per un totale di circa sei chilometri e un dislivello vicino ai 1.500 metri. Lo racconta Mauro Joyeusaz, ingegnere e dirigente tecnico di Cervino Spa, la società che gestisce gli impianti.
La tecnologia scelta è quella a 3S, tre funi di cui due portanti e una traente, che secondo Giorgio Pilotti (alla guida delle vendite di Leitner in Italia, l’azienda altoatesina che coordina il gruppo di imprese incaricato dei lavori) resiste meglio al vento rispetto ai sistemi tradizionali e viaggia a 8 metri al secondo, quasi 29 chilometri orari. Accanto a Leitner lavorano tre imprese locali specializzate in opere civili, Ivies, Cogeis e IGF.
Il collegamento avrà anche una funzione turistica più ampia di quella puramente sciistica. A lavori conclusi, il cosiddetto Alpine Crossing permetterà di raggiungere Zermatt, sul versante svizzero del massiccio, senza indossare gli sci: un’apertura pensata per i visitatori che oggi rinunciano alla traversata perché non sciano. Sul lato elvetico è in costruzione un impianto complementare, pensato per far dialogare i due comprensori come un unico sistema transfrontaliero.
Il cantiere parte in un anno simbolico per la stazione valdostana: novanta anni fa, nel 1936, entrò in funzione la prima funivia della zona, costruita per iniziativa dei fratelli Lora Totino, Aldo e Dino, con un gruppo di soci piemontesi e con il valdostano Luigi Bich. Da quel primo impianto si è sviluppato uno dei comprensori più frequentati al mondo dagli sciatori, con una clientela che arriva per l’85% dall’estero, soprattutto da Scandinavia, Regno Unito, Stati Uniti e Asia.
Un investimento di questa dimensione punta proprio a difendere quella quota di turismo internazionale, in un momento in cui altre stazioni alpine competono sulla rapidità e sul comfort dei collegamenti in quota, non solo sulla qualità delle piste. La quota di 3.400 metri della stazione più alta espone il cantiere a condizioni meteo estreme per gran parte dell’anno, motivo per cui la resistenza al vento del sistema è stata indicata come un requisito tecnico centrale del progetto, non un dettaglio marginale.
Per chi organizza una vacanza sul Cervino nei prossimi inverni, il collegamento più veloce cambia la logistica della giornata sugli sci: meno tempo in coda agli impianti, più tempo sulle piste comuni con Zermatt, e la possibilità reale di alternare i due versanti anche per chi viaggia senza sci al seguito.
Dati e dichiarazioni tecniche riportati da Il Sole 24 Ore in un articolo di Roberto Da Rin pubblicato sabato 8 agosto 2026.