Un bando del ministero per la Famiglia mette a disposizione 50 milioni di euro, pensati per finanziare attività dedicate a bambini e ragazzi nei Comuni più piccoli d’Italia. Possono partecipare gli enti con non più di 5.000 abitanti, da soli o insieme ad altri municipi limitrofi. Le richieste si presentano entro il 29 settembre, per un’iniziativa dal nome “Crescere nei piccoli Comuni”.
Il vincolo più stringente riguarda i minori residenti. Ogni progetto deve coprire un’area dove vivono almeno 15 bambini o ragazzi tra zero e 14 anni, una soglia che i centri più piccoli possono raggiungere solo mettendosi insieme ad altri Comuni. La ragione è semplice: da sole, molte di queste aree non hanno una massa di famiglie sufficiente a giustificare doposcuola, corsi sportivi o percorsi culturali stabili, mentre unendo più municipi il progetto diventa sostenibile.
Tra le iniziative ammesse rientrano anche i progetti che mettono in contatto generazioni diverse, dai bambini agli anziani della comunità. L’obiettivo è far circolare esperienze e competenze tra chi vive nello stesso paese. Il ministero collega il bando in modo esplicito allo spopolamento dei centri minori. Secondo il dicastero, rafforzare i servizi dedicati alle famiglie aiuta questi territori a restare attrattivi per chi ha figli piccoli, anche se resta, per ora, un obiettivo dichiarato e non un risultato già misurato sul campo.
Il nuovo stanziamento non nasce isolato. Il ministero finanzia già i centri estivi e collabora con le Regioni su un altro strumento, chiamato Centri per la Famiglia, pensato come punto di riferimento territoriale per i nuclei con figli piccoli. La misura, con il nome “Crescere nei piccoli Comuni”, si aggiunge quindi a una rete di misure che i piccoli centri possono già usare, a patto di avere il personale e il tempo amministrativo necessari per gestirle. Per paradosso, sono proprio i Comuni più piccoli a faticare di più su questo fronte.
Il testo diffuso finora non specifica come sarà ripartita la somma tra i singoli progetti, né quale criterio determinerà la graduatoria tra le domande ricevute. Alessandro Santoni, che guida a livello nazionale la Consulta Piccoli Comuni dell’Anci (l’associazione che riunisce i Comuni italiani), ha definito il bando un’occasione di dialogo concreto tra i Comuni e il governo, secondo quanto riporta QuiFinanza.
Per i piccoli Comuni, il calcolo è semplice: senza un vicino con cui aggregarsi, molti territori restano sotto la soglia dei 15 minori e fuori dal bando. Chi amministra un centro con pochi residenti può ancora cercare un Comune con cui presentare la domanda insieme. Il termine ultimo è il 29 settembre.
Dati e dettagli del bando riportati da QuiFinanza il 16 agosto 2026, a firma di Claudio Cafarelli.