Una settimana di vacanza in riviera, nel cuore dell’estate, può assorbire tra il 70 e l’80% dello stipendio netto mensile di una famiglia italiana. Lo riporta Repubblica, che cita un’elaborazione firmata dal Centro Studi e Ricerche di Anasf, l’associazione che riunisce oltre 13.000 consulenti finanziari. Per un nucleo familiare con due genitori e un figlio, il conto tra trasporto, hotel ed escursione arriva a 2.325 euro.
Il profilo economico usato nello studio ha due genitori entrambi dipendenti nel settore privato. Prendendo come riferimento i dati INPS del 2024, ciascuno percepisce in media 24.486 euro lordi l’anno, per un reddito familiare che sfiora i 49.000 euro lordi annui e circa 3.300 euro netti al mese. È su questa cifra che grava il costo della vacanza.
Il calcolo ipotizza una partenza dalla zona di Milano con arrivo sulla costa adriatica dell’Italia centrale, con soggiorno che comincia nei primi giorni di agosto. Sette notti per un nucleo di tre persone, i due genitori più un bambino tra i 4 e i 10 anni, con spostamento su un’auto a benzina di categoria media. La sistemazione prevista è un hotel a tre stelle vista mare, camera tripla e pensione completa prenotata in anticipo, con un’escursione inclusa nel pacchetto.
A questa base si aggiungono due variabili che possono far salire ulteriormente la spesa. L’inflazione stimata sui prezzi del turismo estivo è al 3%. Chi paga a rate rischia di vedere il conto lievitare fino a un ulteriore 20% tra interessi e spese accessorie. Una spesa stagionale diventa così un piccolo debito al consumo.
Luigi Conte, che guida Anasf, legge nel dato una difficoltà crescente. La vacanza sta diventando, per un numero sempre maggiore di nuclei familiari, una spesa straordinaria da programmare con largo anticipo, non più una voce scontata del bilancio estivo. Un sondaggio Ipsos-Doxa citato nello stesso studio rafforza il quadro: il 54% di chi rinuncia alle ferie quest’estate indica ragioni economiche, in aumento di dieci punti percentuali sul dato del 2025.
Lo stesso Conte lega il fenomeno alla dinamica che sta già colpendo la spesa per il carburante. Inflazione, costi fissi e instabilità dei mercati riducono la capacità di risparmio delle famiglie. Il rischio, per l’associazione dei consulenti finanziari, è che le vacanze estive diventino un lusso anche per il ceto medio, non solo per le fasce di reddito più basse.
La ricetta suggerita è semplice: inserire il costo della vacanza nella pianificazione finanziaria annuale, allo stesso titolo della rata del mutuo o delle utenze domestiche. Meglio metterlo a budget che coprirlo con un prestito last minute. Chi sta ancora organizzando le ferie di agosto dovrebbe confrontare il preventivo con la propria capacità di spesa mensile prima di prenotare. Conviene calcolare se un pagamento a rate valga davvero quel possibile 20% in più prima di firmare.
L’elaborazione è firmata dal Centro Studi e Ricerche di Anasf, ripresa da Repubblica il 3 agosto 2026.