Nella settimana chiusa il 29 agosto, negli Stati Uniti sono arrivate a 206mila le nuove domande di sussidio di disoccupazione, sopra le previsioni degli analisti, ferme a 205mila. Lo riporta Wall Street Italia, citando i numeri del Dipartimento del Lavoro americano, l’ufficio che pubblica questo report ogni giovedì.

La settimana precedente si era fermata a 204mila domande, dato rivisto al rialzo da una stima iniziale di 203mila. L’aumento settimanale è quindi di 2mila unità: un movimento contenuto in valore assoluto, ma che arriva sopra le attese proprio nel momento in cui i mercati cercano ogni indizio sulla direzione del mercato del lavoro americano.

Il numero settimanale da solo oscilla parecchio, per questo gli economisti guardano soprattutto alla media mobile delle ultime quattro settimane, la misura che smussa le variazioni da una rilevazione all’altra e restituisce un quadro più stabile. Quella media ha toccato 207.250 unità. Sette giorni prima si fermava a 205.750, un numero anch’esso corretto al rialzo dalla stima originaria di 205.500.

Due revisioni consecutive nella stessa direzione, verso l’alto, non sono un dettaglio tecnico da addetti ai lavori: mostrano che il mercato del lavoro sta correndo leggermente più caldo di quanto le prime letture avessero suggerito nelle settimane precedenti.

C’è poi un secondo indicatore nello stesso report, distinto dai nuovi claims: le richieste continuative, che contano non chi ha appena perso il lavoro, ma chi sta già percependo il sussidio da più settimane. Quel numero è salito a 1.779.000 nel periodo aggiornato al 22 agosto, 8mila unità in più rispetto alla lettura precedente. Anche qui c’è stata una revisione: il dato della settimana prima, inizialmente comunicato a 1.778.000, è stato poi corretto a 1.771.000. Un aumento delle richieste continuative segnala che chi perde il lavoro fatica di più a trovarne uno nuovo, non solo che ci sono più licenziamenti.

I mercati seguono questi dati da vicino perché anticipano le mosse della Federal Reserve sui tassi d’interesse: un mercato del lavoro che si raffredda più in fretta del previsto rende più probabile un taglio nei prossimi incontri. Una sola settimana sopra le stime non basta però a segnalare un’inversione di rotta: il segnale conta quando più letture consecutive vanno nella stessa direzione, come sta iniziando a succedere con la media a quattro settimane.

Per chi segue i mercati americani o valuta un investimento legato al dollaro, il prossimo appuntamento da segnare è il report sui salari non agricoli, il primo dato in grado di dire se questo aumento resta un episodio isolato o l’inizio di un raffreddamento più ampio del mercato del lavoro Usa.

Dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro americano, ripresi da Wall Street Italia il 3 settembre 2026.