Ad agosto, il mese clou della stagione turistica, gli italiani e gli stranieri prenoteranno circa 96,7 milioni di notti in tutto il paese. È un aumento dell’1,1% sullo stesso mese del 2025, ma arriva in un’estate dove benzina e trasporti costano di più, e questo pesa sulle scelte di chi viaggia. Lo riporta AGI, sulla base dei dati elaborati dal Centro Studi Turistici, con sede a Firenze, per conto di Confesercenti, su un campione di oltre mille strutture ricettive.

Il 53,8% delle notti sarà firmato da turisti italiani, per circa 52 milioni di soggiorni, in crescita dell’1%. La quota straniera arriva al 46,2%, circa 44,7 milioni di notti, con un progresso più marcato, +1,3%. Per chi lavora nel settore ricettivo, il messaggio è chiaro: la domanda regge ovunque, ma il traino arriva più dalle famiglie italiane che scelgono la vacanza vicino casa che dai flussi dall’estero.

Il caro carburante è la vera incognita della stagione: un rincaro che, secondo le stime del settore, vale attorno ai 700 milioni di euro nei conti delle famiglie in vacanza. A guidare Assoturismo Confesercenti, l’associazione degli operatori turistici della confederazione, è il presidente Vittorio Messina, secondo cui il settore tiene nel complesso ma la spesa dei turisti resta la variabile da tenere d’occhio. Un ulteriore aumento dei prezzi di benzina e trasporti, aggiunge Messina, potrebbe tagliare le gite del weekend, un’abitudine soprattutto italiana, e accorciare i soggiorni prenotati all’ultimo momento, sia dagli italiani sia dagli stranieri.

Il quadro cambia parecchio a seconda del tipo di vacanza. Il caldo intenso e un meteo stabile spingono ancora montagna, laghi e mare almeno fino a Ferragosto.

  • Montagna: la crescita più alta del comparto, +2,3% e circa 11,7 milioni di notti.
  • Laghi: +1,6% e oltre 8,6 milioni di notti.
  • Mare: crescita più moderata, +0,9%, per circa 43,2 milioni di notti.
  • Campagna e collina: +1,4%, sopra i 3,4 milioni di notti, anche grazie a più prenotazioni nei borghi minori.
  • Terme: appena +0,2% e 2,1 milioni di notti, con le strutture all’aperto a reggere il comparto mentre le terme tradizionali frenano come ogni agosto.
  • Città d’arte: le più deboli, +0,3% e 13,6 milioni di notti, anche se restano la meta preferita di chi arriva dall’estero.

Chi deve ancora prenotare le ultime notti di agosto trova più margine proprio nelle città d’arte, dove la domanda più debole spinge già i prezzi last minute verso il basso. Per chi prenota all’ultimo, conviene confrontare il prezzo di un pacchetto trasporto più soggiorno piuttosto che il solo hotel: è lì che il rincaro carburante si vede di più. Il vero test resta il weekend fuori porta, il primo segmento a soffrire se benzina e pedaggi continuano a salire.

Lì, nel weekend fuori porta di fine estate, si capirà per primo quanto pesano davvero i rincari sul portafoglio delle famiglie.

Dati Assoturismo Confesercenti ripresi da AGI, articolo pubblicato il 2 agosto 2026.