Il rendimento del Treasury decennale statunitense è salito fino al 5% lunedì, un livello che non si toccava dall’ottobre 2023, riporta Money.it. L’impennata è arrivata alla vigilia della riunione della Federal Reserve, che si apre oggi e si chiude domani, mercoledì 16 settembre. Il contagio si è esteso subito ai titoli di Stato europei, BTP italiano compreso.

Il decennale italiano ha chiuso la seduta a 4,42%, in rialzo di 7 punti base. Il Bund tedesco ha guadagnato invece 3 punti base, fino al 3,53%: lo spread tra i due titoli si porta così a 89 punti base. Anche Francia, Spagna, Portogallo e Grecia hanno visto salire i rendimenti dei rispettivi titoli decennali, tra i 5 e gli 8 punti base. Il Regno Unito non fa eccezione: i Gilt decennali arrivano al 5,42%, sette punti base sopra la chiusura precedente.

Dietro i movimenti ci sono i dati sull’inflazione statunitense pubblicati la settimana scorsa, letti dagli investitori come una conferma che la Fed guidata da Kevin Warsh alzerà i tassi in questa riunione. Pesa anche la corsa del petrolio: dopo un balzo del 9% nella settimana precedente, il Brent ha superato i 109 dollari al barile e il WTI si è avvicinato a quota 104. Sul mercato dei Treasury più legati alle mosse della banca centrale, il biennale è arrivato al 4,66%, un livello che non si vedeva da luglio 2024, mentre il trentennale ha toccato il 5,374%.

La CNBC ha individuato la prossima soglia critica per il decennale Usa a 5,02%. Sopra quel livello, i rendimenti tornerebbero ai massimi dal luglio 2007, l’anno prima della crisi finanziaria globale scoppiata nel 2008-2009. Un riferimento che i mercati tengono d’occhio proprio nei giorni della riunione Fed.

Il rialzo pesa soprattutto sui Paesi con debito pubblico più alto. Il decennale italiano ha guadagnato 45 punti base in un mese e 91 su base annua, un ritmo che si traduce in una spesa per interessi più alta a ogni nuova emissione di BTP. In Francia il decennale è salito di 47 punti base nello stesso periodo, in Germania di 34; su base annua i due Paesi segnano rispettivamente +101 e +83 punti base. La riunione della Banca Centrale Europea dello scorso 10 settembre resta sullo sfondo: un ciclo di strette monetarie parallelo a quello della Fed renderebbe ancora più caro il debito pubblico dei Paesi più esposti.

Per chi ha titoli di Stato in portafoglio o guarda alle prossime aste di BTP, il primo segnale da monitorare è la decisione della Fed di domani. Un rialzo dei tassi Usa alimenterebbe nuove vendite sul debito europeo e potrebbe spingere lo spread BTP-Bund oltre i 90 punti base già nei prossimi giorni.

Dati e cifre di mercato riportati da Money.it, in un articolo firmato da Laura Naka Antonelli e pubblicato lunedì 14 settembre 2026.