STMicroelectronics ha chiuso la seduta di venerdì 23 ottobre in forte ribasso a Piazza Affari. Alle 15.20 il titolo valeva 38,73 euro, il 3,02% in meno rispetto ai 39,935 euro della chiusura di giovedì, secondo i dati riportati da Money.it. A pesare è il crollo dei semiconduttori a Wall Street, che ha contagiato le Borse asiatiche e poi quelle europee.
Il ribasso arriva dopo un giovedì già pesante: il 22 ottobre il titolo aveva perso il 4,98%. In una settimana il saldo è del -4,32%, in un mese del -14,16%. Rispetto al massimo di 70,86 euro toccato nelle ultime 52 settimane, il calo di STM è del 45,34%. Su dodici mesi, però, resta in guadagno dell’80,88%.
Perché i chip sono crollati. Giovedì il Philadelphia Semiconductor Index, l’indice che raccoglie i trenta principali produttori di semiconduttori quotati negli Stati Uniti, ha perso il 6,72%. Non chiudeva così in basso dalla fine di luglio, e nessun componente si è salvato. Il Nasdaq ha lasciato il 2,60%.
Due notizie hanno innescato le vendite. Lam Research ha avvertito che i vincoli sulle forniture dureranno fino al 2027. Poi sono tornati i dubbi sulla tenuta della spesa in intelligenza artificiale, legati a quanto detto da Jensen Huang sui problemi finanziari dei neocloud (i fornitori di potenza di calcolo per l’AI) e dagli investimenti enormi annunciati da Meta.
STM, va detto, ha poco da spartire con quel fronte. Vende chip soprattutto all’automotive e all’industria, non ai data center, quindi il legame con l’AI è più indiretto di quello dei big americani. Nelle giornate di panico il mercato però non distingue, e vende tutto il comparto.
Il clima generale non aiuta. Pesa anche il Medio Oriente: per le tensioni nell’area il petrolio Brent ha superato quota 113 dollari al barile, massimo da cinque mesi. Inoltre il gruppo italo-francese pubblicherà giovedì 29 ottobre, prima che i mercati aprano, i risultati del terzo trimestre. Con un settore così nervoso, alla vigilia di un bilancio, pochi hanno voglia di aumentare l’esposizione.
Cosa dicono gli analisti. Cowen ha abbassato il 19 ottobre il target di prezzo: 45 euro, contro i 48,50 precedenti. Più ottimisti gli altri, a settembre. Equita ha limato l’obiettivo a 63 euro lasciando buy, Citigroup l’ha alzato a 65 (buy), Exane a 73 con outperform. Nella rilevazione di Investing.com del 15 ottobre erano 20 gli analisti: 13 consigliano l’acquisto, 7 di mantenere il titolo, nessuno di venderlo. Il target medio è circa 68,9 euro, in una forchetta tra 49,2 e 86,9.
Quei numeri promettono ampi margini di recupero, ma sono precedenti al crollo dei chip. Il caso Cowen mostra che le stime possono cambiare dopo i conti.
I livelli tecnici. Il prezzo sta al di sotto di ogni media mobile rilevante: 45,45 euro quella a 20 sedute, 43,37 quella a 200. Nella seduta di venerdì STM ha rotto al ribasso due supporti, 39,62 e 39,29, ed è vicina a 38,31, dove corre il limite basso delle bande di Bollinger. L’RSI a 14 sedute già al mattino segnava circa 34, ai bordi dell’ipervenduto. Il primo vero appoggio sotto questi livelli è lontano, in area 27,10. Verso l’alto servono 40,60 e poi 41,25 euro per cambiare il quadro.
La volatilità storica annualizzata sul periodo di 20 sedute è intorno al 46%, quindi il titolo può muoversi di diversi punti in una sola giornata. Chi lo segue ha una data da segnare: il 29 ottobre i conti diranno se i target degli analisti reggono o vanno rivisti al ribasso.
Dati e analisi di Money.it (Ufficio Studi), articolo del 23 ottobre 2026.