Fed e BCE hanno lasciato fermi i tassi, quindi ora i mercati cercano nuovi indizi nei dati. Da lunedì 2 a venerdì 6 novembre pesano tre appuntamenti: l’inflazione dell’Eurozona, la scelta della banca centrale britannica e il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti. Il calendario arriva da Money.it, in un pezzo firmato da Laura Naka Antonelli.
Sullo sfondo c’è il voto americano. Martedì 3 novembre gli elettori statunitensi votano per la Camera, dove tutti i 435 seggi vanno al voto, e per il Senato, che cambia in una quota ridotta di posti. Gli investitori seguiranno come reagiscono i listini all’esito delle urne.
Lunedì 2 novembre tocca ai PMI manifatturieri di ottobre, gli indici costruiti sulle risposte dei responsabili acquisti delle imprese. Escono Spagna alle 9
, Italia alle 9, Francia alle 9 e Germania alle 9. Alle 10 segue il dato europeo, alle 10 quello del Regno Unito e alle 15 quello americano. Martedì, alle 5 ora italiana, la Reserve Bank of Australia comunica la propria decisione sui tassi.Il dato più atteso per l’Europa arriva mercoledì 4 novembre alle 11. Eurostat pubblica allora l’inflazione al consumo di ottobre per l’Unione e per l’Eurozona. Money.it lo definisce cruciale per capire dove va l’inflazione e che cosa deciderà la BCE nell’ultima riunione dell’anno, con Christine Lagarde ancora alla guida, ma per poco. Lo stesso giorno escono i PMI dei servizi in Europa. Per gli Stati Uniti si guarda al rapporto ADP sui posti di lavoro privati (14
) e all’indice ISM non manifatturiero (16).Giovedì 5 novembre la Bank of England annuncia la decisione alle 13. Gli analisti scommettono su un rialzo del tasso: un quarto di punto, da 3,75% a 4%. Sarebbe una mossa in direzione opposta alla pausa scelta da Fed e BCE. Nella stessa giornata escono le vendite al dettaglio italiane di settembre alle 10 e i prezzi alla produzione europei alle 11. Alle 14
arrivano le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione americane.Venerdì 6 novembre è il giorno dei Non Farm Payrolls, le buste paga non agricole degli Stati Uniti. Alle 14
escono i dati di ottobre, accompagnati dal tasso di disoccupazione. Money.it li indica come il grande appuntamento della settimana, perché aiutano a prevedere le mosse della Fed. La banca centrale americana ha confermato i tassi nell’intervallo tra 3,75% e 4%. Alle 16 chiude la giornata la fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan.Il calendario copre anche altri numeri minori, dalla produzione industriale in Germania per settembre, attesa alle 8 di venerdì, alle vendite al dettaglio europee delle 11. Pesano meno degli altri, ma completano il quadro sulla tenuta dell’economia.
Per chi segue i mercati, due orari da segnare: mercoledì alle 11 per i prezzi in Eurozona e venerdì alle 14
per i payrolls. Da quei numeri dipende l’idea che gli investitori si faranno sui prossimi passi di BCE e Fed.Calendario dei market mover pubblicato da Money.it sabato 31 ottobre 2026.