Da lunedì 31 agosto a domenica 6 settembre il calendario macroeconomico si infittisce su tre fronti: la lettura flash dei prezzi nell’area euro, il rapporto sul lavoro negli Stati Uniti e i primi segnali sul terzo trimestre in Asia. Sono numeri che pesano sulle prossime riunioni di BCE e Federal Reserve, entrambe attese a decidere sui tassi nella seconda metà di settembre.

Negli Usa la giornata più osservata è venerdì 4, con la pubblicazione del rapporto occupazionale di agosto: il dato sui nuovi posti di lavoro non agricoli resta la variabile che più sposta le aspettative dei mercati sui tassi. Prima ci sono altri due passaggi utili a leggerlo. Martedì 1° settembre l’indice manifatturiero ISM (a luglio fermo a 55,6) dice se l’industria americana regge, mentre lo stesso giorno i dati JOLTS mostrano quante posizioni le aziende hanno ancora aperte. Mercoledì tocca al Beige Book della Fed, il sondaggio qualitativo sui dodici distretti che anticipa il tono della riunione di metà mese.

In Europa la sequenza parte dalla Germania, con la stima preliminare dell’inflazione di agosto attesa lunedì. Il giorno dopo Eurostat pubblica il dato flash per l’intera area euro: a luglio i prezzi erano saliti del 2,9%, sopra l’obiettivo BCE, spinti soprattutto dai costi energetici. Se ad agosto quella percentuale non si raffredda, cresce la probabilità che la banca centrale rinvii un nuovo taglio dei tassi. Martedì escono anche il tasso di disoccupazione relativo a luglio e i PMI manifatturieri finali dei principali paesi dell’unione.

Per l’Italia l’1° settembre concentra tre uscite in un giorno solo: il PMI manifatturiero S&P Global, il tasso di disoccupazione riferito a luglio e la stima preliminare Istat sui prezzi al consumo, a cui si aggiunge la revisione finale del Pil dei mesi tra aprile e giugno. Un PMI che resta sopra quota 50 confermerebbe che la ripresa industriale vista nei mesi scorsi non si sta esaurendo. Un dato debole, al contrario, tornerebbe a pesare sul differenziale tra BTP e Bund, il termometro con cui i mercati misurano il rischio sul debito italiano.

In Asia la Cina apre la settimana lunedì con gli indici ufficiali su industria e servizi: entrambi viaggiano vicino a quota 50, la linea che separa espansione e contrazione, e un’eventuale caduta sotto quel livello alimenterebbe le richieste di nuovi stimoli da Pechino. Martedì arriva anche il PMI Caixin, più legato alle piccole imprese esportatrici. In Giappone gli aggiornamenti su produzione industriale e investimenti delle imprese diranno se lo yen debole continua a sostenere le fabbriche, mentre in India il dato sulla crescita economica dei mesi da aprile a giugno, stimato al 7%, chiude il quadro regionale e conferma il paese tra le economie più dinamiche al mondo.

Chi ha un mutuo o sta valutando un conto deposito dovrebbe guardare in particolare al dato Usa di venerdì e all’inflazione europea di martedì: sono i due numeri che indicano se BCE e Fed hanno ancora margine per tagliare i tassi entro fine anno o se la fase di allentamento monetario è già arrivata al punto di pausa.

Calendario e dati ripresi dalla rassegna Market movers di Money.it, pubblicata il 30 agosto 2026.