Chi ha attivato o modificato un terminale di pagamento elettronico e la relativa cassa telematica nel mese di luglio 2026 deve chiudere l’abbinamento fra i due strumenti sul portale dell’Agenzia delle Entrate entro domani, mercoledì 30 settembre 2026. Riguarda chi lavora con partita IVA nel commercio o nell’artigianato e a luglio ha installato, sostituito o disattivato un lettore di carte o un apparecchio per i corrispettivi. Chi salta il termine non perde solo tempo: la norma prevede una sanzione economica e, in aggiunta, la sospensione della licenza.
L’associazione non è un cavo da collegare fisicamente. È una conferma da dare online, dentro l’area riservata del sito delle Entrate, che fa incrociare due flussi di dati: gli incassi registrati dalla cassa e i pagamenti tracciati dal terminale elettronico. Grazie alle segnalazioni che arrivano dalle banche, il sistema propone già l’elenco dei terminali collegati a quella specifica attività: al commerciante resta solo da verificare e confermare la coppia formata dal numero seriale della cassa e dal codice identificativo del terminale.
La procedura cambia leggermente a seconda dello strumento usato per certificare gli incassi. Chi lavora con la cassa telematica trova la funzione dedicata dentro “Fatture e Corrispettivi”, sotto la voce che gestisce i collegamenti tra dispositivi. Chi invece emette i documenti commerciali tramite l’applicazione web dell’Agenzia opera direttamente da lì, senza passare per la sezione cassa.
Il calendario segue una regola fissa, ormai a regime: si contano due mesi interi da quando il terminale è stato attivato o cambiato, la finestra parte il giorno 6 del mese che segue quel conteggio e si chiude l’ultimo giorno dello stesso mese. Per chi ha toccato POS o registratore a luglio, quel conto d’arrivo cade a settembre: si parte il 6 e si arriva al 30, che è appunto domani. Le prossime scadenze seguono lo stesso schema: chi modifica lo strumento ad agosto avrà tempo fino al 31 ottobre, chi lo fa a settembre fino al 30 novembre, chi lo fa a ottobre fino al 31 dicembre.
Non tutti rientrano nell’obbligo. Restano fuori i distributori automatici, le colonnine di ricarica per auto elettriche e gli impianti di carburante. Sono esclusi anche i soggetti già esonerati dalla memorizzazione elettronica dei corrispettivi, come tabaccai ed edicole, chi vende giochi e biglietti di lotterie, e chi opera solo con vendite a distanza. Chi certifica ogni operazione con fattura elettronica non deve fare nulla di tutto questo.
Per chi manca la scadenza, il conto è preciso. La sanzione oscilla tra 1.000 e 4.000 euro, e a quella si somma una misura accessoria: la licenza può essere sospesa per un periodo compreso fra 15 giorni e due mesi. Ogni trasmissione di dati mancante o sbagliata pesa a parte, altri 100 euro a episodio, con un tetto trimestrale di 1.000 euro.
Per chi rientra nella scadenza di domani, la mossa concreta è entrare oggi stesso nel proprio cassetto fiscale, controllare che matricola e codice del terminale siano già associati e, se non lo sono, confermarli prima della mezzanotte del 30 settembre. Chi ha in programma di cambiare POS o cassa nelle prossime settimane farebbe bene a segnarsi già ora la propria finestra, per non ritrovarsi a rincorrere lo stesso termine tra due mesi.
Dati e procedura riportati da Money.it nell’articolo pubblicato lunedì 28 settembre 2026.