Il petrolio Wti quota 76 dollari al barile, un minimo delle ultime tre settimane, dopo che Donald Trump ha lasciato intendere che un’intesa per riaprire lo Stretto di Hormuz potrebbe arrivare già nelle prossime ore o, al più tardi, domani. Il Brent scende sotto quota 80 dollari sulla stessa notizia. In Italia, però, i prezzi dei carburanti alla pompa restano fermi.
Il canale di dialogo aperto tra Teheran e Washington, con il Golfo e l’Oman nel ruolo di mediatori, punta oggi a una riapertura almeno parziale del passaggio marittimo, non a un’intesa sul programma nucleare iraniano. Insieme a Trump, hanno chiesto un ritorno rapido del traffico anche il segretario di Stato Usa Marco Rubio e il segretario al Tesoro Scott Bessent.
Teheran nega di essere in trattativa diretta con gli Stati Uniti e afferma di avere contatti soltanto con l’Oman, il Paese che si trova sull’altra sponda dello stretto. Lo scopo iraniano, secondo le ricostruzioni circolate finora, sarebbe definire nuovi percorsi sicuri per il passaggio delle navi. L’obiettivo è duplice: incassare pedaggi sul transito e aumentare i volumi complessivi del traffico.
Trump ha usato l’espressione “ottimi colloqui” durante un’intervista concessa a Fox News, e si è detto fiducioso in una riapertura piena e immediata del passaggio. In caso contrario, ha avvertito il presidente Usa, gli Stati Uniti sono pronti a colpire di nuovo l’Iran.
Il calo delle quotazioni porta il greggio ai livelli più bassi da tre settimane a questa parte, sia per il Wti sia per il Brent. Per gli operatori è un segnale di fiducia nella tenuta dei negoziati e nella speranza di uscire in tempi brevi dalla fase più tesa del conflitto mediorientale.
Alla pompa, però, la fotografia resta identica ai giorni scorsi. Secondo i prezzi medi riportati da QuiFinanza, la benzina costa 2,003 euro al litro, il diesel 2,100 euro, il gpl 0,770 euro e il metano 1,636 euro. Il motivo principale sta nella lunghezza della filiera: il carburante venduto oggi ai distributori arriva da petrolio comprato settimane fa, quando le quotazioni erano ancora molto più alte di quelle attuali.
C’è anche una componente politica dietro il prezzo della benzina. Il governo ha prorogato fino al 25 agosto uno sconto di 17 centesimi al litro sulle accise che gravano sul gasolio. La stessa misura non riguarda la benzina, che resta gravata da un carico fiscale più alto e per questo meno sensibile al calo del greggio.
Chi deve fare rifornimento nelle prossime settimane non vedrà un effetto immediato sul costo alla pompa. Il calo del petrolio impiega in genere diversi giorni per arrivare ai distributori, e sulla benzina lo sconto sulle accise resta comunque escluso fino a una nuova decisione del governo.
Dati e dichiarazioni ripresi da QuiFinanza, che ha pubblicato l’articolo originale il 5 agosto 2026 a firma di Matteo Runchi.