Il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, non esclude un’altra stretta sui tassi della Banca centrale europea. Lo ha detto venerdì 30 ottobre a Roma, durante l’evento dell’Acri per la Giornata mondiale del risparmio. Francoforte aveva lasciato i tassi com’erano appena il giorno prima. Lo riporta Money.it.
Panetta siede nel Consiglio direttivo, quindi il suo avvertimento pesa più di un commento esterno. Se i prezzi restano a lungo sopra l’obiettivo e i rischi pendono verso l’alto, ha spiegato, altri aumenti dei tassi ufficiali potrebbero diventare inevitabili.
Il 29 ottobre la BCE aveva confermato tutti e tre i tassi guida, con quello sui depositi al 2,50%. Si è fermata dopo due aumenti di 25 punti base ciascuno, l’11 giugno e poi il 10 settembre. Christine Lagarde ha raccontato in conferenza stampa che il Consiglio ha valutato un aumento immediato, per poi scegliere all’unanimità di aspettare. La stessa riunione ha portato l’annuncio dell’addio della presidente, che lascerà l’incarico il 7 febbraio 2027.
All’origine dei rincari c’è l’energia. Panetta ha richiamato lo stop al transito nello Stretto di Hormuz, che ha spinto in alto carburanti e gas. Nell’area euro, a settembre, l’inflazione al consumo era al 3,8%: da febbraio si è raddoppiata, e secondo il Governatore quasi tutto l’aumento viene dall’energia. Eurostat registra per l’energia un rincaro annuo vicino al 19%, mentre l’inflazione di fondo si ferma al 2,5%.
Il quadro italiano è peggiore: a ottobre la corsa è proseguita. La stima preliminare dell’Istat, sull’indice NIC, indica un’inflazione al 5,4% annuo, mentre a settembre si era fermata al 4,2%. L’indice armonizzato IPCA è salito dal 4,2% al 5,6%, spinto dalle bollette: gli energetici a prezzo regolamentato costano quasi il 60% in più rispetto a un anno fa. Pesa anche il dato di fondo, che esclude energia e alimentari freschi e passa da 1,6% a 2%.
Proprio quel numero preoccupa Via Nazionale. Panetta ha detto che i tassi non possono cancellare i rincari nati dallo shock energetico. La BCE può però impedire che le attese di famiglie e imprese si adeguino a prezzi più alti, e che parta una rincorsa tra prezzi e salari. Per lui l’inflazione complessiva supererà il 2% per parecchi trimestri. Quella di fondo potrebbe accelerare a inizio 2027.
Chi paga un mutuo indicizzato sente la stretta già adesso. Nelle serie BCE l’Euribor a 3 mesi, in media mensile, è passato da 2,425% a luglio a 2,635% a ottobre. La scadenza a 12 mesi è salita da 2,855% a 3,239%. Intanto le banche rendono meno facile ottenere credito.
Salgono anche i rendimenti dei titoli a scadenza lunga, soprattutto per ragioni globali. Per Panetta irrigidiscono le condizioni finanziarie e vanno messi in conto quando si calibrano i tassi con gradualità. L’Italia ha un debito elevato e ne risente di più. Il Governatore ha rivendicato però i conti in ordine: nel 2020 il deficit toccava il 9% del PIL, oggi sta intorno al 3%. Alcune agenzie di rating hanno alzato il loro giudizio sul Paese, e lo spread con la Germania si è allargato meno.
Anche negli Stati Uniti si discute. Il 28 ottobre la banca centrale americana, ora presieduta da Kevin Warsh, ha lasciato i tassi tra 3,75% e 4%, e la votazione è finita 10 a 2. I due contrari, Beth Hammack e Lisa Cook, volevano subito un aumento da 25 punti base.
Il Consiglio direttivo si rivede a metà dicembre, tra mercoledì 16 e giovedì 17, con in mano le nuove proiezioni macroeconomiche. Chi ha un mutuo variabile troverà lì il segnale su un’eventuale nuova rata più alta.
Secondo Money.it, che ha riportato le parole di Panetta il 2 novembre 2026, il Governatore ha parlato a Roma il 30 ottobre.