Il gruppo svedese OX2 ha acquistato da Hanwha Energy Europe, la divisione continentale del colosso coreano, due progetti di accumulo elettrico situati in Puglia. Ciascun impianto porterà 100 MW di potenza, per una capacità totale di 800 MWh sommando i due siti. I lavori partiranno nel secondo trimestre del 2027, con l’obiettivo di portarli in esercizio entro fine 2028.

A fine 2025 l’Italia aveva installato, in sistemi di accumulo, una potenza nominale da 7.362 MW. La capacità energetica complessiva saliva invece a 17.920 MWh, secondo Terna. In rapporto a questi numeri, i due impianti pugliesi rappresenterebbero il 2,7% della potenza già installata e il 4,5% della capacità energetica del paese. Non sono legati a un singolo impianto eolico o fotovoltaico: funzionano da soli, caricandosi quando la rete produce più energia di quanta ne serva e cedendola nelle ore di maggiore richiesta.

Paolo Tusa, che guida OX2 in Italia, descrive l’operazione come un rafforzamento significativo del portafoglio di stoccaggio del gruppo nel paese e un altro tassello nella crescita della società sul mercato nazionale. Il gruppo è presente sul mercato italiano dal 2021 e porta avanti oggi, tra eolico onshore, fotovoltaico e batterie, progetti per 1,5 GW complessivi. Il primo concluso è il parco eolico Maia, avviato in Puglia nel 2025.

Hanwha Energy Europe, che aveva sviluppato entrambi gli impianti prima di cederli, resta comunque parte della vicenda attraverso le dichiarazioni dei suoi manager. Hyojin Jeon, che guida le attività europee del gruppo, legge nella cessione una prova delle capacità di Hanwha nel costruire impianti di accumulo energetico. Fabio Scarpa, che segue l’Italia per Hanwha, rivendica la solidità della squadra locale. Si augura anche che le nuove batterie aiutino la rete elettrica del paese a diventare più flessibile e capace di reggere gli imprevisti.

Dietro l’operazione c’è una dinamica di sistema: più cresce il peso di sole e vento nella produzione elettrica, più serve un modo per spostare energia da un’ora all’altra della giornata, quando il sole non c’è o il vento cala. Terna calcola che l’Italia avrà bisogno, entro il 2030, di una nuova capacità di stoccaggio da 71,5 GWh, al netto degli impianti di pompaggio idroelettrico già esistenti. Per accelerare gli investimenti, l’anno scorso Terna ha avviato il Macse, il mercato a termine dedicato agli stoccaggi. La sua seconda asta è attesa dopo la pausa estiva.

Il Sole 24 Ore, che ha dato la notizia, segnala che né il comunicato delle due aziende né le loro dichiarazioni pubbliche specificano il valore economico dell’operazione. Manca anche un dettaglio che pesa quando si valuta un’espansione come questa: la quota di finanziamento coperta da debito rispetto al capitale proprio di OX2. Senza quel numero è difficile misurare quanto rischio la società sta assumendo in questa fase di crescita in Italia.

Per chi segue il settore dell’energia, il dato da monitorare nei prossimi mesi è l’esito della seconda asta Macse. Da lì si capirà molto. Definirà quanto le nuove batterie pugliesi, e i progetti simili che seguiranno, riusciranno a remunerarsi sul mercato prima ancora di entrare in funzione nel 2028.

Dati e dichiarazioni riportati da Il Sole 24 Ore, nell’articolo di Gianluca Brazzioli del 5 agosto 2026.