Una settimana al mare con ombrellone e due lettini costa quest’estate una cifra che in diverse località supera i 300 euro. Il Codacons calcola un rincaro medio del 12,9% sul 2025, mentre Altroconsumo misura un aumento più contenuto: il 6% sull’anno scorso, il 24% se si guarda ai cinque anni precedenti. L’analisi pubblicata da QuiFinanza mette insieme entrambe le fonti insieme ai dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori.

Quest’ultimo, condotto insieme alla Fondazione Isscon, isola le singole voci di spesa. Il biglietto per la giornata sale a 37,35 euro, dai precedenti 35,74: un balzo del 4%. Stagionali, mensili e sdraio seguono lo stesso passo con un +3%, mentre pedalò, sup e canoe restano quasi fermi: l’aumento è appena il 2%.

Anche i servizi accessori pesano di più sul conto finale. Il maxi ombrellone sale a 29,50 euro, la sessione di massaggio in spiaggia costa ora 26,90 euro, mentre per l’idromassaggio si pagano 15,50 euro. Il salasso vero, però, si consuma al bar dello stabilimento: acqua, panini e piatti pronti arrivano a costare dal 40 al 45% in più di un locale fuori dal lido.

Il divario più netto emerge dal confronto tra dieci città balneari condotto da Altroconsumo su 222 stabilimenti, con le tariffe rilevate nella prima settimana di agosto. In cima alla classifica c’è Alassio: 340 euro a settimana per due lettini nelle prime quattro file, 368 euro se si vuole la prima fila. Gallipoli segue a 324 euro, Alghero a 274. Superano comunque i 200 euro anche Taormina-Giardini Naxos, a 237 euro, e Viareggio, a 232 euro. Sul lato opposto della classifica, la settimana costa 188 euro a Palinuro, 179 euro ad Anzio, 159 euro a Senigallia e 158 euro a Rimini. La tariffa più bassa appartiene a Lignano, 157 euro in media e 164 euro se si sceglie la prima fila.

L’aumento più marcato dell’anno riguarda proprio Taormina e Giardini Naxos, con un balzo del 16% sui listini 2025. Alghero cresce del 14%, Gallipoli del 10%, mentre le altre località restano in una forbice che va dal 2% al 7%. Ad Alassio i prezzi non si sono mossi, e anche Palinuro e Senigallia sono rimaste quasi ferme, con variazioni sotto l’1%.

Di fronte a questi listini, molte famiglie si stanno organizzando diversamente. Prenotare solo la mezza giornata, mattina oppure pomeriggio dopo le 14, taglia sensibilmente il conto se confrontata con la giornata intera. In altri casi si divide l’abbonamento tra più nuclei familiari, oppure si punta su pacchetti che uniscono lettini, pranzo e aperitivo in un unico prezzo.

La spiaggia libera guadagna terreno. Altroconsumo rileva che il 35% degli italiani la sceglie ormai, contro il 37% che resta fedele allo stabilimento attrezzato. L’associazione avverte però che gli spazi gratuiti si stanno riducendo e chiede una revisione delle concessioni demaniali, perché le tariffe pagate dai bagnanti crescono anche quando il canone versato dai gestori resta contenuto. Il Comune di Spotorno, in Liguria, ha già ampliato la propria spiaggia libera mantenendo pulizia, salvataggio e servizi igienici a carico pubblico.

Chi deve ancora prenotare le vacanze di agosto risparmia di più cambiando fila o fascia oraria piuttosto che destinazione: tra prima fila e retrofila la differenza supera spesso i 25 euro a settimana, più del divario tra due località di fascia simile.

Dati e prezzi riportati da QuiFinanza nell’articolo pubblicato il 2 agosto 2026, con elaborazioni di Codacons, Altroconsumo e Osservatorio Nazionale Federconsumatori.