Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, ha stimato per l’Italia una crescita fino a +1% nel 2026. Lo ha affermato lunedì 12 ottobre all’assemblea di Assolombarda, l’associazione degli industriali di Milano, Lodi, Monza e Brianza. È una stima della premier, non un dato ufficiale: non ha citato l’Istat né il Ministero dell’Economia.

Secondo quanto riportato da QuiFinanza, la premier ha messo quel valore sul passo delle altre grandi economie del continente e sopra le attese. Non ha però detto di quali attese parlasse, né di quale istituto. Per capire quanto sia ambiziosa la cifra serve il confronto con le stime correnti di Bankitalia e del governo, che il discorso non fornisce.

La stessa premier ha frenato l’entusiasmo. Ha ammesso che da noi la crescita resta “ancora troppo debole” e ha aggiunto che l’economia “ha retto l’onda d’urto”. Un punto percentuale resta un passo lento, e la differenza si vede nei redditi e nelle assunzioni.

Il passaggio più concreto riguarda le imprese. Meloni ha annunciato che con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti il governo lavora a una misura fiscale da inserire nella legge di bilancio. L’obiettivo è agevolare gli investimenti in software usati attraverso contratti di cloud, cioè i servizi che le aziende pagano in abbonamento invece di comprare i programmi.

Il testo non esiste ancora. Non sono stati comunicati l’importo, la forma dell’agevolazione (credito d’imposta o deduzione) né la platea di imprese. Finché la manovra non arriva in Parlamento, resta un’intenzione dichiarata.

La premier l’ha presentata come secondo passo dopo la legge nazionale sull’intelligenza artificiale. Quella norma, ha ricordato, destina un miliardo di euro alle aziende attive in IA, cybersicurezza e tecnologie abilitanti. Sulla governance dell’IA ha detto che serve un’azione globale, perché un solo Paese non può regolarla da solo.

Poi il rapporto con l’industria. Meloni ha dichiarato che lo Stato è “alleato” delle imprese e che non le vede solo come contribuenti da tassare. Parole rivolte a una platea di imprenditori, a pochi mesi dalla manovra che dovrà tradurle in aliquote e incentivi.

Sull’energia ha chiesto risposte di lungo periodo, perché senza interventi strutturali si resta ostaggio dell’emergenza. L’idea è proteggere l’industria dagli shock dei prezzi e renderla più competitiva dei concorrenti in Europa. Anche qui mancano misure precise, date e costi.

Il quadro, quindi, è fatto di una previsione senza fonte indipendente e di due annunci senza cifre. Chi gestisce un’impresa o una partita IVA che spende in software in abbonamento dovrebbe tenere da parte le fatture di quest’anno e seguire il testo della legge di bilancio nelle prossime settimane. Lì si vedrà se l’agevolazione esiste davvero e a chi spetta.

Dichiarazioni rese da Giorgia Meloni all’assemblea di Assolombarda, riportate da QuiFinanza il 12 ottobre 2026.