Per il 2026 i libri di testo delle scuole medie costano in media il 2,3% in più rispetto al listino dell’anno precedente, mentre per le superiori l’aumento si ferma all’1,8%. Lo comunica l’Associazione Italiana Editori (AIE), che raccoglie i prezzi definiti dagli editori e li trasmette al ministero dell’Istruzione. Entrambe le percentuali restano sotto il 2,8%, il livello a cui si è fermata l’inflazione italiana a luglio secondo l’Istat.

La spesa che ogni famiglia sostiene per i libri non segue però lo stesso andamento dei listini. Considerando le scelte effettive fatte dai docenti tra i titoli disponibili, il costo complessivo per nucleo familiare è sceso dell’1,4% rispetto all’anno scorso, sia alle medie sia alle superiori. L’ampiezza dell’offerta editoriale e una selezione più attenta dei testi da parte delle scuole spiegano la differenza tra il rincaro dei singoli listini e la spesa reale.

I prezzi dei testi scolastici vengono fissati dagli editori a gennaio e restano bloccati per tutto l’anno: nessun aumento è possibile una volta consegnati i listini alle segreterie scolastiche.

Giorgio Riva, che all’interno di AIE guida come presidente il gruppo Educativo, collega il contenimento dei rincari al peso di tre riforme arrivate nello stesso periodo: quella del primo ciclo, avviata nel 2026, quella degli istituti tecnici, partita nello stesso anno, e quella dei licei, annunciata da poco con partenza fissata al 2027. Secondo Riva, cambiare più volte le regole in un arco così breve costringe gli editori a rifare la programmazione pluriennale dei testi, svalutando investimenti già avviati e imponendo tempi di realizzazione più stretti.

A questo si aggiunge, spiega Riva, un calo demografico che riduce il numero di studenti e quindi le copie vendute per ogni titolo, un problema strutturale per la sostenibilità economica del settore editoriale scolastico.

Da qui le due richieste che AIE rivolge al governo. La prima riguarda la detraibilità fiscale della spesa per i libri di testo per tutte le famiglie, sul modello di quanto già previsto per le spese sanitarie, sportive e per gli animali domestici. La seconda chiede di velocizzare e semplificare la distribuzione dei fondi per chi si trova in condizione di povertà assoluta, aiuti che oggi arrivano ai beneficiari con ritardo.

Nessuna delle due misure è stata ancora recepita nella manovra in discussione. Restano per ora richieste dell’associazione di categoria, non impegni assunti dal governo.

Per le famiglie che devono ancora completare gli acquisti di settembre, il dato utile è che i prezzi di listino non cambieranno più fino al 2027: chi confronta i costi tra librerie diverse può farlo con certezza sui prezzi, mentre l’unica variabile reale resta la lista di testi scelta da ogni singolo istituto.

Dati e dichiarazioni riportati da Agi.it il 2 settembre 2026, sulla base della comunicazione dell’Associazione Italiana Editori.