Invitalia ha concluso con il Consorzio Melinda un pacchetto di due progetti che valgono insieme 37,5 milioni di euro di investimenti, sostenuti da 13,4 milioni di euro di agevolazioni pubbliche. Bernardo Mattarella, amministratore delegato di Invitalia, ha visitato entrambi i cantieri mercoledì, nello stabilimento di Cles.
Il primo progetto vale circa 27,5 milioni di investimenti nello stabilimento trentino, coperti da un contributo di 9,4 milioni che il ministero delle Imprese ha affidato a Invitalia. I fondi hanno finanziato nuove linee per calibrare, selezionare e confezionare le mele, oltre a un depuratore per le acque usate in lavorazione e un software che controlla l’intero processo produttivo.
Il secondo progetto è più insolito: la Funivia delle Mele, costruita insieme al gruppo Leitner e attiva da fine agosto 2025. L’opera è costata 10 milioni di euro. Circa 4 milioni derivano dal Pnrr, nella parte affidata al ministero dell’Agricoltura.
L’impianto parte dalla sala dove le mele vengono lavorate a Predaia e arriva alle celle sotterranee ricavate nella vecchia miniera di Rio Maggiore, superando un dislivello di circa 90 metri lungo un tracciato di 1,3 chilometri. In un’ora la funivia sposta 460 casse da 300 chili ciascuna.
Il Consorzio calcola che questo tolga dalla strada più di 5.000 corse di camion ogni anno, mentre le celle ipogee, con il freddo naturale della miniera, permettono un risparmio energetico che tocca il 30% se confrontato con i magazzini tradizionali in superficie.
Melinda non è una singola azienda ma un consorzio che raggruppa circa 4.000 famiglie di frutticoltori organizzate in 16 cooperative, con un fatturato 2025 di 375,6 milioni di euro. Sommando i due progetti di Cles, il rapporto tra le cifre resta lo stesso su cui insiste Invitalia a livello nazionale: circa un euro di agevolazione ogni tre di spesa privata.
Lo stesso strumento sostiene da anni la filiera trentina: in Trentino conta, dal 2015, 11 contratti firmati, 326 milioni messi in campo dalle imprese e un sostegno pubblico da 74 milioni. A Bolzano, provincia confinante, il numero di operazioni sale a 23: 485 milioni messi dalle aziende locali e 132 milioni di aiuti pubblici. A livello nazionale lo strumento conta ormai 703 contratti di sviluppo, con investimenti complessivi per 33,6 miliardi di euro e agevolazioni che toccano i 12,1 miliardi.
Mattarella ha inquadrato la visita come dimostrazione concreta di cosa produce il sostegno pubblico: fabbriche più moderne e lavoro per l’intera filiera. In una zona di montagna, ha aggiunto, questo vuol dire anche proteggere chi coltiva la terra e chi cura quei versanti. Per l’amministratore delegato, un finanziamento pubblico vale quanto la solidità dell’impresa che lo riceve, la sua capacità di innovare e i posti di lavoro che genera.
Ernesto Seppi, che guida il consorzio, parla di Invitalia come di un’agenzia rapida, capace di stare a fianco delle imprese nei loro investimenti.
Per i frutticoltori trentini il beneficio più immediato resta logistico: meno camion sulle strade di montagna e minori costi di conservazione. È un risparmio che si somma a quello energetico e finisce per pesare, cassa dopo cassa, sul margine finale di ogni raccolta venduta.
Dati e dichiarazioni riportati da Il Sole 24 Ore nell’articolo pubblicato mercoledì 23 settembre 2026.