I prezzi al consumo americani sono aumentati del 3,7% a settembre rispetto a un anno prima, contro il 3,6% atteso dagli economisti. Il dato, uscito mercoledì 14 ottobre, resta molto lontano dall’obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve guidata da Kevin Warsh. Su base mensile la crescita è stata dello 0,6%, come previsto. Lo riporta Money.it.

Anche l’inflazione core, che toglie energia e alimentari perché sono le voci più volatili, ha sorpreso al rialzo. Il dato annuo è del 2,6% contro il 2,5% atteso, mentre il mese si chiude a +0,3%, nelle previsioni. Il core sta sopra il 2% da più di cinque anni, quindi il problema non nasce solo dal petrolio.

La Fed ha già alzato i tassi il 16 settembre, di 25 punti base. Il costo del denaro sta quindi tra 3,75% e 4%. Il FOMC, il comitato che decide sulla politica monetaria, torna a riunirsi a fine mese, il 27 ottobre e il giorno seguente. Secondo i dati LSEG, calcolati sui futures dei fed funds, la probabilità di un nuovo aumento è salita dal 20% al 45%.

I mercati hanno reagito subito. A Wall Street i contratti futures degli indici azionari principali sono finiti in rosso. Il rendimento dei Treasury decennali è balzato di oltre 6 punti base fino al 5,278%, mentre quello dei titoli a 30 anni è arrivato fino al 5,59%. Il movimento più brusco è sui titoli a 2 anni, i più sensibili alle attese sui tassi: più 12 punti base.

Chi guida la corsa dei prezzi è l’energia. La benzina è salita del 9,1% in un solo mese e da sola ha pesato per circa metà dell’aumento dell’indice generale. Su dodici mesi il rincaro arriva al 34,2%, mentre l’olio combustibile ha messo a segno un più 74,2%.

Il resto del carrello racconta una storia più tranquilla. I prodotti alimentari sono rimasti fermi nel mese e crescono del 2,5% in un anno. Le abitazioni segnano +0,4% e le auto e i camion usati +0,7%.

Il segnale più chiaro arriva dai futures. Tra il 20% di prima e il 45% di adesso c’è il giudizio del mercato su quanto la banca centrale possa tollerare un’inflazione così alta.

Per chi ha in portafoglio azioni americane o obbligazioni in dollari, la data da segnare è il 28 ottobre, quando la Fed comunicherà la decisione. Fino ad allora conviene aspettarsi oscillazioni dei rendimenti, e controllare quanto del proprio rischio dipende dai Treasury.

Dati sull’inflazione USA di settembre e sulle probabilità di rialzo dei tassi riportati da Money.it il 14 ottobre 2026.