L’Istat ha certificato per luglio un’inflazione tendenziale al 2,9%, un decimo sotto il 3,0% di giugno, mentre i prezzi sono saliti dello 0,3% rispetto al mese precedente. Per le famiglie italiane il rallentamento sulla carta non si traduce in un sollievo reale: nell’ultimo anno la spesa aggiuntiva legata ai rincari resta a tre e quattro cifre, a seconda del nucleo familiare, riporta QuiFinanza. Il motivo lo spiega chi ha ricalcolato i numeri voce per voce.
Per l’Unc, l’Unione Nazionale Consumatori, il dato ufficiale nasconde un problema aritmetico. Il presidente Massimiliano Dona spiega che il calo del tasso tendenziale dipende dal confronto con luglio 2025, quando i prezzi erano saliti dello 0,4% in un solo mese: un valore così alto da abbassare automaticamente il confronto e far apparire più contenuto l’aumento attuale. Il numero che secondo Dona conta davvero è un altro: a giugno i prezzi erano rimasti fermi, mentre a luglio hanno ripreso a salire dello 0,3%, un’inversione di rotta che il tasso tendenziale da solo non racconta.
Le stime dell’Unc traducono l’inflazione di luglio in euro concreti per tre tipi di nucleo. Una famiglia media spende 746 euro in più nell’ultimo anno, una coppia con un figlio arriva a 946 euro, una coppia con due figli tocca 1.020 euro. Il carico cresce con il numero di persone da mantenere, non in proporzione lineare. Anche il carrello della spesa alimentare pesa di più, tra 99 e 143 euro a seconda del nucleo.
Le voci che incidono maggiormente restano la casa e gli spostamenti. L’abitazione, tra affitti, luce e gas, segna un rincaro tendenziale del 7,2%, la percentuale più alta dell’intero paniere. I trasporti seguono con un aumento del 4,3%, mentre ristoranti e alloggio salgono del 3,4%. Il Codacons avverte inoltre che il 2,9% di luglio non include ancora per intero l’aumento dei carburanti partito nella seconda metà del mese, un effetto che si scaricherà sui prezzi nei prossimi rilevamenti.
Sul fronte energetico il Codacons segnala un salto ancora più marcato rispetto al mese precedente. La bolletta elettrica nel mercato tutelato è salita del 9,7% su base annua, con un balzo del 4,5% nel solo confronto con giugno; nel mercato libero l’aumento tendenziale arriva al 13,9%, di cui 4 punti percentuali guadagnati nell’ultimo mese. Anche il gas concorre a far crescere la spesa per la casa.
Anche il conto delle vacanze pesa di più. Un volo nazionale costa il 6,2% in più su base annua, il traghetto il 2,5%, l’auto a noleggio il 3,4%. L’albergo sale del 3%, il villaggio vacanze del 2,9%. Chi vola all’estero, invece, paga tariffe scese del 7,6%: un calo che il Codacons collega alla crisi in Medio Oriente, e che compensa solo in parte gli altri rincari legati all’energia.
Il quadro si inserisce in una tendenza di lungo periodo. Nel 2025 la spesa reale pro capite delle famiglie italiane ha toccato 23.261 euro, un livello superiore sia al periodo pre-pandemia sia al massimo del 2007. Tecnologia, comunicazioni e cultura assorbono una quota crescente del bilancio, mentre cibo, vestiti e arredamento restano sostanzialmente fermi, a conferma di consumi più cauti su quel fronte.
Per chi deve programmare le spese dei prossimi mesi, il dato da tenere d’occhio non è il tasso tendenziale ma la variazione mese su mese: dopo essere rimasta ferma a giugno, a luglio è tornata a salire dello 0,3%. È quel movimento a dire se i rincari su casa, energia e trasporti continueranno ad accumularsi prima dell’autunno.
Dati Istat ed elaborazioni di Unc e Codacons riportati da QuiFinanza il 12 agosto 2026.