L’indice dei prezzi al consumo calcolato dall’Istat è salito dello 0,5% rispetto a luglio e del 3,3% nel confronto con lo stesso mese del 2025, contro il 2,9% registrato il mese precedente. Il dato conferma la stima preliminare diffusa nei giorni scorsi.

A spingere l’accelerazione sono soprattutto i prezzi dell’energia. Quella regolamentata passa da un rincaro tendenziale del 14,8% al 18,6%, mentre quella non regolamentata sale dall’11,4% al 17,0%. Nello stesso mese contribuiscono anche i beni durevoli, con un incremento che va dallo 0,7% all’1,3%, e gli alimentari non lavorati, in aumento dal 3,6% al 3,8%.

Non tutti i comparti seguono la stessa direzione. Il capitolo che racchiude tempo libero, cultura e cura della persona rallenta dal 3,0% al 2,6%, e quello dei trasporti frena ancora di più, dall’1,6% allo 0,8%. Il distacco tra beni e servizi si allarga: i primi accelerano dal 3,2% al 4,1%, i secondi rallentano dal 2,7% al 2,4%, e il differenziale tra i due comparti sale a 1,7 punti percentuali, dagli 0,5 del mese precedente.

L’inflazione di fondo, quella che esclude energia e alimentari freschi e che la Banca Centrale Europea guarda con più attenzione per capire se il rialzo dei prezzi è duraturo, scende leggermente dall’1,6% all’1,5%. Lo stesso vale se si esclude soltanto l’energia dal calcolo: il ritmo cala comunque, dall’1,8% all’1,7%, un segnale che il resto dell’economia non sta seguendo la stessa corsa dei prezzi energetici.

L’indice armonizzato con gli altri paesi europei, che tiene conto anche dei saldi estivi, si è mosso in modo più contenuto: +0,1% su base mensile e +3,2% su base annua, dal 2,9% di luglio. Guardando invece all’indice calcolato sulle famiglie con un componente operaio o impiegato, il FOI, la crescita tendenziale tocca il 3,4%.

Il Codacons ha calcolato l’impatto sul portafoglio delle famiglie a partire dai numeri Istat, secondo quanto riporta Adnkronos: a parità di consumi, il rincaro generale si traduce in una spesa aggiuntiva di 1.091 euro l’anno per un nucleo medio, che sale a 1.507 euro per una coppia con due figli. L’associazione dei consumatori segnala che solo nell’ultimo mese l’elettricità sul mercato libero è salita del 18,6% e il gas dell’11,3%, mentre sul mercato tutelato la luce è cresciuta del 9,7% e il gas ha toccato un rialzo del 31%.

Quei numeri sulle bollette non sono ancora del tutto dentro l’indice generale. L’avvio della stagione del riscaldamento, tra ottobre e novembre, porterà i consumi di gas verso i livelli più alti dell’anno, proprio mentre i prezzi all’ingrosso restano su valori elevati. Chi ha un contratto di fornitura in scadenza nelle prossime settimane farebbe bene a confrontare le offerte sul mercato libero prima del rinnovo, invece di lasciarlo scivolare automaticamente sulle condizioni attuali.

Dati diffusi dall’Istat e ripresi da Adnkronos in un articolo di Alessandro Remia pubblicato mercoledì 16 settembre 2026.