Il Kospi, l’indice della Borsa di Seul, ha chiuso in calo del 5,46% e durante la seduta è scivolato sotto i 6mila punti. A pesare sono stati i colossi dei chip: Sk Hynix ha perso più del 10%, Samsung Electronics oltre il 7%. Secondo Forbes Italia, a scatenare le vendite sono state le parole di Hock Tan, amministratore delegato di Broadcom.

Broadcom fornisce chip su misura e apparati di networking ai centri di calcolo che fanno girare l’intelligenza artificiale. Quando a parlare di rischi è chi vende le infrastrutture della corsa all’IA, il mercato ascolta con attenzione diversa rispetto a un analista qualsiasi.

Tan ha parlato a un evento a Singapore. Ha paragonato chi punta sull’IA ai clienti di un casinò che giocano le fiches. Molti investitori, ha detto, non sanno bene in che cosa stanno mettendo i soldi, spinti da attese altissime. E diverse aziende non riescono nemmeno a individuare quale ritorno ricavino dalla spesa.

L’esempio scelto è quello di un bambino in sala giochi: i genitori gli danno 10 dollari di gettoni, lui li brucia in una decina di minuti senza aver imparato nulla. Per Tan è ciò che accade oggi in molte imprese, che consumano token per capire una tecnologia che non padroneggiano.

Le vendite non si sono fermate a Seul. Hanno colpito anche Asml, Stmicroelectronics, Infineon e Micron Technology, tutte esposte alla filiera dell’IA. Il clima era già teso per i conti in arrivo: le trimestrali toccano le Big Tech e gli hyperscaler americani, cioè i grandi gestori di infrastrutture cloud, e mettono miliardi di dollari nei data center.

Il paragone con il casinò ha un precedente. A maggio Warren Buffett, all’assemblea di Berkshire Hathaway, aveva definito la Borsa un luogo di culto con una sala da gioco attaccata. Il contesto però era diverso: il bersaglio di Buffett erano le opzioni con scadenza giornaliera, non l’IA in particolare.

Il test arriva ora con i conti. Tesla apre il calendario il 21 ottobre. Alphabet, Meta e Microsoft seguono il 28, Amazon il giorno dopo. Apple chiude il giro il 2 novembre, Nvidia il 18 novembre. Risultano confermate solo le date di Apple, Microsoft, Alphabet e Tesla: le altre possono cambiare.

Le previsioni, in realtà, sono ottimistiche. Reuters ha riportato la stima di Tajinder Dhillon, responsabile azionario di Lseg. Nel terzo trimestre 2026 i profitti delle società dell’S&P 500 dovrebbero crescere del 31% rispetto a un anno prima. Il settore tecnologico, con Alphabet, Amazon e Meta, porterebbe circa due terzi dell’aumento.

Resta il problema della concentrazione. Per Michael Cembalest, che lavora per JPMorgan Private Bank, i numeri parlano chiaro: da quando è uscito ChatGPT (novembre 2022), 41 società legate all’IA hanno generato il 75% dei rendimenti dell’S&P 500. A loro si deve anche l’80% della crescita degli utili e il 90% dell’aumento delle spese in conto capitale. Pochi nomi reggono quasi tutto il peso.

Cembalest riconosce che si tratta del maggiore boom di investimenti che gli Stati Uniti abbiano mai visto. Si chiede però se non possa diventare anche la peggiore allocazione di capitale mai vista. La risposta dipenderà dai bilanci e soprattutto dalle indicazioni sui mesi successivi che le aziende daranno.

Per chi ha ETF globali o tecnologici, il 28 ottobre pesa più di molte settimane di notizie: guarda quanto le Big Tech dichiarano di voler spendere ancora, perché da quel numero dipende il prezzo dei chip.

Articolo di Forbes Italia pubblicato il 13 ottobre 2026, con dati Reuters e JPMorgan Private Bank.