Martedì 20 ottobre il gruppo Hera ha inaugurato a Modena R3gid, impianto di Aliplast dedicato alle plastiche rigide da rigenerare. Sui 48,8 milioni complessivi, il Pnrr ne copre 7,7. Obiettivo: tenere in Italia una filiera che finora si appoggiava a impianti stranieri.

Aliplast è la controllata di Hera che raccoglie, ricicla e rigenera polimeri. A regime la struttura darà lavoro a 80 persone e potrà lavorare fino a 30mila tonnellate l’anno tra contenitori, paraurti, pallet, serbatoi, cassette e parti elettroniche, che arrivano dalla raccolta dei comuni e dagli scarti delle fabbriche. Il processo separa i materiali per composizione e colore, poi li tritura, li lava e li seleziona con sistemi ottici, infine li trasforma in granuli. Secondo Il Sole 24 Ore, con la tecnologia fornita da Maire il polimero ottenuto ha una purezza certificata sopra il 99% e prestazioni simili a quelle della plastica vergine.

Al taglio del nastro c’erano il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e due grandi acquirenti di plastica. Stellantis sta valutando un’intesa con Aliplast, ha detto Paolo Accastello, responsabile della produzione per Italia e Polonia. L’Oréal Italia è già cliente e potrebbe allargare la collaborazione nei contenitori per la cosmetica.

Il motivo è una norma europea. La norma europea sulle auto a fine vita impone ai nuovi modelli una quota minima di plastica riciclata: 15% dal 2032, poi 25% dal 2036. Almeno un quinto di quel materiale dovrà venire da auto dismesse. Per i costruttori diventa decisivo trovare granuli sempre uguali nella qualità, e vicini alle fabbriche.

Il quadro europeo spiega la scommessa. Entro il 2040 serviranno altri 5,7 milioni di tonnellate. Oggi la capacità europea di riciclo è di 13,5 milioni, ma le rigide ne occupano solo 3,5 milioni, e da noi ne restano circa 440mila. L’amministratore delegato di Hera, Orazio Iacono, parla di un divario strutturale: l’offerta non cresce o scende, mentre la domanda crescerà con le nuove regole.

L’impianto si appoggia al polo modenese del gruppo. La corrente arriva dal termovalorizzatore vicino, mentre l’acqua del depuratore entra nel processo e poi torna al trattamento. Rispetto alla plastica vergine, Hera calcola emissioni ridotte di 30mila tonnellate l’anno, misurate in CO2 equivalente. Il dato è una stima aziendale, non una verifica indipendente.

Modena fa parte di un piano più largo. Aliplast amplierà il sito novarese di Borgolavezzaro e sta rilevando il 70% di Kronos Polymer Polska, società polacca. Con queste mosse supererà quota 210mila tonnellate l’anno di materiali rigenerati. La capacità produttiva complessiva salirà a 255mila tonnellate. R3gid è una voce dei 2 miliardi di euro stanziati dal gruppo per l’economia circolare nel piano 2025-2029.

Il banco di prova arriverà con i contratti: finché Stellantis non firma, l’accordo resta un’ipotesi. Chi segue il settore dovrebbe guardare se, nei prossimi mesi, arrivano ordini vincolanti per i granuli di R3gid.

Notizia pubblicata da Il Sole 24 Ore martedì 20 ottobre 2026.