Arera ha aggiornato il prezzo della materia prima per il servizio Stv, la tutela pensata per la platea vulnerabile, e la bolletta del gas sale del 9,7% a luglio rispetto a giugno, come riporta Repubblica. Il rincaro interrompe due mesi di prezzi sostanzialmente fermi. Riguarda circa 2,3 milioni di persone. Il balzo nasce dai mercati all’ingrosso, dove le quotazioni hanno accelerato dopo un periodo di calma, non da una scelta discrezionale del regolatore.
Il rialzo dipende dalla componente CMEM, il valore che nella bolletta protetta misura quanto costa la materia prima. Arera, l’Authority che vigila su energia, reti e ambiente, ricava quel numero da una media mensile riferita al prezzo all’ingrosso del gas quotato sul mercato Psv day ahead. A luglio quel valore è salito a 56,69 euro al megawattora, che equivale a 0,6066 euro al metro cubo. Il calcolo non lascia margini di interpretazione: la formula è pubblica e la stessa per tutti i 2,3 milioni di clienti coinvolti.
Per chi consuma il quantitativo tipico di una famiglia, 1.100 metri cubi l’anno, il prezzo di riferimento arriva a 134,40 centesimi al metro cubo. L’aumento è lo stesso registrato sulla componente all’ingrosso, il 9,7% rispetto a giugno. La componente energia, cioè il gas naturale in sé, vale il 51,82% della bolletta complessiva. È la voce più pesante dell’intera fattura.
Di questa quota, il 47,48% copre l’acquisto del gas e le attività connesse. Il restante 4,34% remunera la vendita al dettaglio. La gestione del contatore e il trasporto del gas assorbono insieme il 18% della spesa. Gli oneri di sistema pesano per il 3,7%. Le imposte sono la seconda voce più alta dopo l’energia e arrivano al 26,48%.
Il servizio Stv non è l’unica opzione sul mercato del gas: convivono con esso i contratti del mercato libero, dove il prezzo si negozia con il fornitore e non segue l’aggiornamento mensile di Arera. Nel servizio di tutela restano soprattutto le famiglie che rientrano nei requisiti di vulnerabilità economica o fisica, oppure chi non ha ancora scelto un’offerta alternativa. Per loro il meccanismo porta un vantaggio, l’aggiornamento è automatico e non serve rinnovare nulla, insieme a uno svantaggio: la piena esposizione alle oscillazioni del prezzo all’ingrosso, come mostra il balzo di luglio. Chi vuole seguire l’andamento mese per mese può consultare i valori storici della componente CMEM pubblicati sul sito di Arera, senza dover aspettare il rendiconto in bolletta.
Per le famiglie che restano nel servizio Stv, l’aumento arriva già nella prossima bolletta, senza bisogno di alcuna azione da parte loro. Chi invece vuole valutare un passaggio al mercato libero può confrontare le offerte disponibili prima del prossimo rinnovo mensile, quando Arera pubblicherà il nuovo valore della componente CMEM.
Secondo quanto riportato da Repubblica il 5 agosto 2026, i dati sull’aggiornamento arrivano da Arera.