Kristalina Georgieva, direttrice generale dell’FMI, ha detto mercoledì 7 ottobre a Singapore che i debiti degli Stati, sommati nel mondo, supereranno l’intero Pil globale entro il 2030. Il discorso apre le Riunioni Annuali di Bangkok, tra il 12 e il 18 ottobre, e anticipa il World Economic Outlook in uscita martedì 13 ottobre. Lo riporta Money.it.

Il quadro che Georgieva disegna ha due forze che tirano in direzioni opposte. La prima è l’energia: la guerra nel Golfo è arrivata all’ottavo mese e il greggio non scende sotto quota 100 dollari a barile. I limiti alla raffinazione hanno gonfiato i margini del diesel di altri 100 dollari, e alcuni carburanti raffinati hanno toccato prezzi record.

Anche il gas liquefatto soffre. Le interruzioni nello Stretto di Hormuz pesano soprattutto su Asia ed Europa. I future sul petrolio, che guardano fino al 2027, indicano prezzi alti anche se il Golfo si calmasse.

La seconda forza è la domanda. Gli investimenti in intelligenza artificiale, rispetto al Pil mondiale, potrebbero raggiungere o superare quelli di ferrovie, reti elettriche e telecomunicazioni. Nel commercio internazionale di beni, hardware e prodotti legati all’AI pesano già per più di un decimo.

Se governata bene, secondo l’FMI, l’AI può aggiungere fino a mezzo punto di crescita globale ogni anno. In dieci anni la crescita salirebbe dal 3% al 3,5%. Georgieva la considera però anche una spinta ai prezzi, come energia, alimentari, dazi e spese per la difesa.

Il rischio sta nella concentrazione. I vantaggi andrebbero ai paesi con accesso alla tecnologia e allargherebbero il divario con gli altri. Sulle aziende tecnologiche pesa poi l’obbligo di rispettare le attese di utile dei mercati. Una delusione sui conti, sommata all’indebitamento degli hyperscaler e alle enormi posizioni globali in titoli americani, potrebbe diventare uno shock finanziario esteso.

Georgieva ha richiamato la legge di Amara: nel breve periodo si esagera il peso di una tecnologia, nel lungo lo si sminuisce. Il momento più pericoloso, ha detto, cade da qualche parte nel passaggio tra la fase di costruzione dell’AI e quella dei vantaggi.

Sul debito il messaggio è netto. Il debito è prossimo al record dal secondo dopoguerra, e il peso maggiore viene dalle economie avanzate. Per diciassette anni i tassi, inferiori alla crescita, hanno garantito agli Stati «un giro facile». Ora, ha detto, quella fase è chiusa.

I numeri sui rendimenti lo confermano. Il decennale americano è ai massimi dal 2007, quello tedesco dal 2009 e quello giapponese dal 1996. Georgieva avrebbe aggiunto che i differenziali di rendimento europei si allargano: Italia e Francia, ma anche Portogallo e Irlanda. Questo passaggio viene da una ricostruzione pubblicata da un altro giornale presente al discorso, e Money.it lo riporta così.

Le ricette sono quattro. Contro i rischi dell’AI, regole e vigilanza come prima difesa. Sulla moneta, in molti paesi, un atteggiamento prudente ma restrittivo. Per i paesi ricchi con molti debiti, conti in ordine e riforme strutturali. Per i mercati emergenti, più margine di bilancio e riserve in valuta.

Chi ha un mutuo a tasso variabile o titoli di Stato in portafoglio deve guardare al 13 ottobre. Il World Economic Outlook dirà se l’FMI conferma una linea restrittiva sui tassi.

Secondo Money.it, che ha ripreso il discorso di Kristalina Georgieva in un articolo dell’Ufficio Studi pubblicato l’8 ottobre 2026.