Il debito pubblico italiano toccherà il 138,2% del Pil nel 2026, secondo Fitch. L’agenzia di rating lo indica come il massimo del ciclo e prevede una discesa graduale dal 2027. Lo scrive nel rapporto sui profili sovrani europei, riportato da Wall Street Italia.
Il debito, spiega Fitch, resta il vincolo principale al rating dell’Italia. Per misurare la distanza basta un confronto: le economie europee con giudizio BBB hanno un debito mediano del 57% del Pil. Il livello italiano è più del doppio di quel riferimento.
Sul deficit l’agenzia si aspetta un miglioramento moderato nel 2026 e poi una sostanziale stabilità. Aiutano la spesa tenuta sotto controllo, il gettito che tiene e l’occupazione ancora solida. Il quadro però può cambiare. Se il governo allargasse i margini per finanziare energia e difesa, gli obiettivi di deficit potrebbero salire sia nel 2027 sia l’anno dopo. Fitch precisa che la spesa effettiva potrebbe restare sotto i fondi stanziati.
Se salissero i rendimenti dei BTP e degli altri titoli pubblici, l’effetto sarebbe lento. La scadenza media del debito italiano è lunga e l’Italia può contare su finanziamenti europei meno cari. Il Tesoro rinnova i titoli man mano che scadono, quindi un rialzo dei tassi entra nei conti a rate. Se però i rendimenti alti durassero, Fitch calcola che gli interessi in più farebbero salire il rapporto tra debito e Pil di 0,1-0,2 punti percentuali ogni anno.
Sembra poco. Ma si somma a un debito già enorme e sottrae soldi ad altre voci di bilancio, perché ogni euro versato ai creditori non va altrove.
Per la crescita il 2026 ha qualche appoggio: gli investimenti pubblici, i consumi che tengono e un export più diversificato. Dal 2027 Fitch prevede un rallentamento. L’inflazione può erodere il potere d’acquisto delle famiglie, mentre si esaurisce il sostegno di NextGenerationEU, il programma europeo di rilancio.
Restano i nodi strutturali. L’invecchiamento riduce il peso di chi lavora e spinge in alto la spesa per pensioni e sanità. La produttività cresce poco, e questo frena il reddito prodotto dal Paese. Con una crescita bassa e interessi alti, scendere con il rapporto debito/Pil diventa più difficile.
La discesa prevista dal 2027 è un segnale positivo, ma Fitch non la considera una svolta: un debito così alto continua a ridurre lo spazio fiscale e a pesare sul giudizio delle agenzie. Per chi risparmia o investe in BTP conviene seguire due cose: le scelte di bilancio su energia e difesa e la velocità con cui calano i rendimenti.
Dal rapporto di Fitch sui profili sovrani europei, riportato da Wall Street Italia il 14 ottobre 2026.