Ad agosto le esportazioni italiane sono cresciute del 9% sullo stesso mese del 2025, se misurate in valore. In quantità, cioè guardando le merci davvero spedite, l’aumento si ferma all’1,9%. Lo ha rilevato l’Istat, come riporta QuiFinanza.

La distanza tra le due cifre conta perché dice quanto del rialzo viene dai prezzi. QuiFinanza la spiega con l’inflazione: il fatturato sale in larga parte per i costi di vendita più alti, non perché partano molti più prodotti.

Sul mese precedente il quadro è meno brillante. Rispetto a luglio l’export scende dell’1,5% e l’import dell’1,6%. A luglio erano state grosse le consegne di navi e barche, e pesano sul confronto; senza quell’effetto il calo dell’export si riduce allo 0,4%.

Le vendite fuori dall’Unione europea fanno da traino, e segnano +16,7% sull’anno, nonostante dazi e tensioni geopolitiche. Verso i Paesi comunitari la crescita è di appena l’1,6%. Tra le destinazioni, la Svizzera segna +57,1%, la Cina +32,7%, gli Stati Uniti +31,2% e i Paesi OPEC +17,8%. Cala invece la Francia, con un -8,3%.

Per settore, le auto crescono del 55,8% e i prodotti petroliferi raffinati del 55,4%. I metalli di base e i prodotti in metallo aggiungono il 26,5%, gli altri mezzi di trasporto il 17,2%. Il comparto alimentare, delle bevande e del tabacco sale del 5,4%. L’unico settore in calo è quello dei macchinari e delle apparecchiature, con un -1,4%.

Sul fronte delle importazioni la forbice è ancora più netta. In valore salgono del 9,7%, in volume scendono del 2,4%. Detta in modo semplice, l’Italia compra meno beni fisici e li paga molto di più. I prezzi all’importazione, nota QuiFinanza, sono aumentati del 7,3% in un anno.

Ad agosto il saldo commerciale resta in attivo: 1.773 milioni di euro. Fuori dall’energia l’avanzo è molto più ampio, 6.925 milioni. A ridurlo è la bolletta energetica: il deficit sale a 5,15 miliardi, contro i 3,43 miliardi di un anno prima.

Da gennaio ad agosto l’avanzo commerciale arriva a 34,7 miliardi, mentre nello stesso periodo del 2025 erano 32,5 miliardi. Il bilancio da inizio anno resta quindi migliore, anche se agosto mostra quanto il costo dell’energia importata possa erodere il surplus.

Per chi segue i conti delle imprese esportatrici e vuole capire quanto crescono davvero, il dato da guardare nei prossimi rilasci Istat è il volume, non il valore. Se resta vicino al 2%, i fatturati in crescita dicono più dei listini che delle vendite.

Dati Istat sul commercio estero di agosto, riportati da QuiFinanza il 16 ottobre 2026.