Tra aprile e giugno 2026 il potere d’acquisto medio di ogni europeo è salito appena dello 0,1%, nell’area euro come nell’intera Unione. Lo indicano le ultime stime di Eurostat, riprese da Soldionline sulla base di un lancio ANSA. Nello stesso periodo il tasso di risparmio è sceso, e l’Italia segna una delle contrazioni più forti.

Per reddito reale si intende quello depurato dall’inflazione: misura quanto si riesce a comprare davvero, non quanti euro arrivano in busta paga. Uno stipendio nominale più alto può quindi valere meno di prima, se i prezzi corrono più in fretta.

Nell’eurozona l’aumento dello 0,1% segue un’identica variazione del primo trimestre. Nell’Unione il quadro è più debole: il trimestre precedente aveva portato un +0,3%, quindi il passo è rallentato.

I consumi, invece, hanno accelerato. La spesa reale per abitante è salita dello 0,3% nell’area euro, dopo un trimestre di stabilità, e dello 0,4% nell’Unione, che veniva da una flessione di un decimo di punto. La spesa cresce più del reddito: la differenza non può che arrivare da quanto si mette da parte.

È esattamente ciò che segnalano i numeri sul risparmio. Il tasso di risparmio, cioè la quota di reddito disponibile che le famiglie non spendono, è sceso dello 0,2% nell’eurozona mentre nell’Unione il calo è di 0,3 punti percentuali rispetto al primo trimestre. Per l’Italia il testo riportato parla di una delle contrazioni maggiori, con un -1,2%.

Un limite va detto. Nel testo di Soldionline le unità di misura non sono uniformi: per l’eurozona si legge uno 0,2% e per l’Unione 0,3 punti percentuali, mentre per l’Italia compare solo il -1,2%. Prima di confrontare i tre numeri conviene aspettare la tabella completa di Eurostat.

Il contesto dei prezzi spiega la pressione sui bilanci. A settembre 2026 l’inflazione annua nell’eurozona è stata del 3,8%, contro il 3,2% di agosto e il 2,2% di un anno prima, con l’energia a spingere i listini. Quel dato è di settembre e quindi precede il periodo dei conti trimestrali. Per l’Italia circola inoltre una stima provvisoria di ottobre al 5,4%, che Economix tratta in un altro articolo.

Il carovita è arrivato anche nel dibattito istituzionale. Alla Giornata del risparmio Sergio Mattarella ha collegato le tensioni geopolitiche ed economiche a prezzi in rialzo e stipendi che si muovono poco, con effetti sul benessere delle famiglie. Il richiamo ai salari coincide con quanto raccontano i conti di Eurostat: i redditi avanzano a passo lento.

Che cosa cambia per chi legge? Un risparmio che si assottiglia riduce il cuscinetto per le spese impreviste, e un reddito reale quasi fermo lascia poco margine per rimetterlo in sesto. Chi ha l’abitudine di accantonare una quota fissa ogni mese farebbe bene a controllare se negli ultimi mesi sia rimasta la stessa.

Il prossimo appuntamento utile è la pubblicazione dei dati sul terzo trimestre: dirà se il rallentamento del risparmio continua con un’inflazione ancora alta.

Secondo Soldionline, che ha ripreso un lancio ANSA del 31 ottobre 2026 sui conti trimestrali di Eurostat relativi al secondo trimestre.